Giovedi 8 Dicembre

Giacobbe e il vuoto: dopo Fragomeni cosa resta del pugilato italiano?

LaPresse/Marco Lussoso

Dopo che Giacobbe è andato all’Isola, cosa resta di valido nel pugilato italiano?

Giacobbe Fragomeni è in finale all’Isola dei Famosi. Giacobbe ha saltato lo steccato e si è gettato in pasto alla macchina mediatica del nostro tempo, offrendo la sua delicata storia di sofferenza umana a un pubblico televisivo pronto a divorare, digerire e poi dimenticare qualsiasi tipo di disgrazia nel volgere di pochi attimi.

giacobbe fragomeniÈ la televisione, bellezza. And the Show must go On! Oggi sei sulla bocca di tutti, per la tua personale e infelice avventura, domani sei solo l’ennesimo personaggio “usa&getta” di questo elettrodomestico animato che domina le vite degli italiani. Fin qui, nulla di nuovo. E, forse, nulla di interessante. Quello che ci preme sottolineare, da sportivi praticanti, è il pericoloso e drammatico vuoto che esiste nella boxe alle spalle di Giacobbe. Una volta sparito dal mondo della boxe Fragomeni, chi prenderà il suo posto? Non si vedono eredi in giro. E del pugilato si parla sempre e soltanto per cause ignobili. Recentemente si è parlato, nell’ordine, di un pugile in coma, di un pugile “sponsored by Isis”, di un pugile che aveva rapito un bimbo di 9 anni. E il pugilato? E la noble art? E la bella boxe? E i personaggi positivi? Niente. Il mondo del pugilato italiano soffre, sbuffa, schizza. Ma non offre orizzonti, visioni, futuro credibili. Il pugilato sembra essere sempre più un qualcosa da mettere in scena quando serve “una storia”, ma sempre meno uno sport da praticare per imparare dei valori. Purtroppo.