Sabato 3 Dicembre

F1, Vettel rivela: “Mercedes di un altro livello. Raikkonen? Ho già detto la mia alla Ferrari”

LaPresse/Photo4

In attesa di scendere in pista per dare la caccia alla pole del Gp di Monaco, Sebastian Vettel analizza vari temi ai microfoni della Gazzetta dello Sport

Il riposo dei guerrieri è alle spalle, oggi per i piloti di Formula 1 è il giorno di tornare in pista per dare la caccia alla pole del Gp di Monaco, un obiettivo ambito da molti che, da solo, vale già mezza vittoria. In attesa di indossa casco e tuta, Sebastian Vettel ha deciso di concedersi ai microfoni di Pino Allievi della Gazzetta dello Sport, spegnendo un po’ l’entusiasmo dei tifosi della Ferrari.

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Siamo lontani dall’essere perfetti in molte aree, eppure la squadra ha un grande potenziale. Purtroppo non abbiamo un secondo nascosto nella tasca. Se faccio il confronto con la Mercedes ci manca qualcosa sia come motore sia come aerodinamica. In Spagna abbiamo lottato per far funzionare le gomme nella giusta “finestra” di temperature mentre altri avevano subito individuato quella ideale. E’ stato un errore, spetta a noi fare un lavoro migliore. In Ferrari ci siamo appena lasciati alle spalle un periodo difficile e si sta costruendo qualcosa di nuovo. Lo scorso anno è stato fantastico, ma se finisci al secondo posto dopo la prima stagione è ovvio che poi pensi di dover fare meglio, ossia vincere. Invece, io non ho corso in Bahrain e Russia. Siamo più vicini alla Mercedes però non allo stesso livello. Ma il tendenziale è positivo“.

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L’esperienza in Ferrari è di quelle straordinarie che cambiano la vita, Vettel dimostra di non essersi pentito della scelta: “come persona non sono cambiato ma come pilota ho affrontato una nuova squadra, una nuova sfida e tengo a sottolineare che non c’è mai stato nemmeno un momento in cui mi sono pentito della scelta. Il Gp del Bahrain è stato il mio Gp più duro. Una delusione pazzesca perché eravamo competitivi e, invece, non sono riuscito neppure a prendere la partenza. Vado ai Gran Premi per correre e se non posso farlo vuol dire che c’è qualcosa di sbagliato. Il guasto era causato da una stupidaggine, ma le conseguenze sono state tremende: abbiamo perso una gara, un motore, una possibilità“. Marchionne e Arrivabene rappresentano il cuore della Ferrari: “con Arrivabene ho stretto un legame perché è una persona onesta e fa un ottimo lavoro. Marchionne è un presidente tifoso, che vorrebbe sempre la Ferrari al vertice, per cui spinge come un matto. Trovo bello che soffra. Ci sono numeri 1 assolutamente indifferenti alle corse“.

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Sul suo futuro compagno di squadra, Vettel poi svela: “la Ferrari chiede una mia opinione certo, ma non se poi si rivela decisiva per la scelta. Ogni giorno leggo un nome. Mi trovo benissimo con Raikkonen. E’ il mio compagno di squadra meno complicato che ci sia, non fa politica. Tra noi c’è rispetto. Sarebbe bello continuare insieme. Ma non dipende da me“.