Venerdi 9 Dicembre

F1, Arrivabene amaro: “Kvyat può solo scusarsi. Marchionne? Sono certo che non sarà felice”

LaPresse/Photo4

Il Gp di Sochi ha lasciato l’amaro in bocca a Maurizio Arrivabene che commenta con delusione il risultato del week-end russo

Un terzo posto e un ritiro, gli obiettivi della Ferrari per il Gp di Sochi non erano certamente questi alla vigilia del quarto appuntamento del Mondiale di Formula 1. Tuttavia, la manovra azzardata di Kvyat e la conseguente eliminazione di Sebastian Vettel hanno scombussolato i piani della scuderia di Maranello che, ritrovatasi con la sola monoposto di Raikkonen in pista, è riuscita a raggiungere un ottimo terzo posto. Maurizio Arrivabene non riesce a nascondere la propria amarezza per il destino di Vettel, ma il team principal della Ferrari non crede che Seb possa subire contraccolpi psicologici da questo inizio di stagione poco fortunato.

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Assolutamente no. Gli ho parlato durante la gara ed anche dopo” commenta Arrivabene ai microfoni di Motorsport.com. “Era veramente molto arrabbiato, ma poco dopo stava dialogando con il suo ingegnere in vista della prossima gara. Questa è la reazione di un campione. Non credo che abbia ancora messo in archivio quanto accaduto, ma è le motivazioni non di discutono”. Sul comportamento di Kvyat, Arrivabene sottolinea: “a Shanghai ho detto che Kvyat aveva fatto il suo lavoro, ma qui a Sochi non possiamo dirlo. Può solo scusarsi. La penalità lieve? Non sta a me giudicare, ma posso solo dire che il suo errore è costato più a noi che a lui”. La fuga di Rosberg non fa perdere il sonno al team principal della Ferrari che persegue un obiettivo ben preciso: “se hai davanti a te una squadra che vince quattro gare su quattro non puoi che prendere atto che sono fortissimi. Ma se guardiamo quanto accaduto a Hamilton, vediamo che anche loro hanno avuto problemi di affidabilità.

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Bisogna mettergli pressione, è questo il nostro primo obiettivo. A loro tutti i problemi sono capitati su una sola macchina, a noi si sono distribuiti su entrambi. Mancano ancora diciassette gare, è bene sottolinearlo, quindi il tempo per rifarci c’è. Alla sfortuna e alla fortuna non ci credo. Credo al fattore umano. Se si commettono degli errori è però importante imparare a fare in modo che non accadano più”. Infine una battuta sul presidente Marchionne: “non ha ancora chiamato, ma sono certo che non sarà felice”.