Martedi 6 Dicembre

Esclusiva Sportfair, Gabriele Casella si racconta: “che emozione contro Ekapop! Basta pregiudizi contro la Muay Thai!”

foto: www.scattisportivi.com

Gabriele Casella, campione del mondo di kick-boxing nella categoria 86 kg della k1 si racconta in esclusiva a Sportfair

Non smette di stupire Gabriele Casella, il giovane kickboxer romano che dopo aver conquistato il titolo di Campione del Mondo a Belgrado nella categoria 86 kg della K1, la notte del 30 maggio ha sconfitto il campione thailandese Ekapop “Hellboy” Sor Klinmee, aggiudicandosi l’Amazing Thailand Fighting Spirit.

Gabriele CasellaGabriele, in esclusiva a Sportfair, ha risposto a tante nostre domande sull’incontro a cominciare dalla preparazione in vista della sfida contro Ekapop: la preparazione specifica é cominciata all’ inizio di Febbraio, sotto la guida del mio maestro Paolo Liberati. Mi sono allenato anche all’estero. Per 2 settimane sono stato a Tenerife per staccare dalla quotidianità e allo stesso tempo ho continuato ad allenarmi sull’isola nella palestra Numa boxing club di Valerio Negro e Rita De Angelis. È stato bello perché il clima caldo dell’isola e un sentiero per correre davanti la palestra con vista mare mi hanno permesso di allenarmi anche 2 volte al giorno senza stressarmi e facendomi pesare meno gli allenamenti. Poi, tornato in Italia, ho continuato il lavoro in palestra con il mio maestro Paolo Liberati e da solo a casa. Varie sedute di sparring fatte con l’amico pugile, karateka e kickboxer Mattia Faraoni. Qualche seduta di Muay Thai con Raffaele Mosera ed una seduta di pugilato con il forte Sergey Demchenko. Poi non ho trascurato la parte atletica che gestisco da solo. Spesso prima di un match nei weekend vado a correre intorno al lago di Castel Gandolfo, anche facendo l’intero giro del lago per circa 10/11 km, che l’ultima volta ho percorso in 45 min e 23 secondi.

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In merito alla possibile tensione prima dell’importante match, Gabriele ci ha raccontato che: “più che sentire la tensione, ho sentito l’emozione e la voglia di salire sul ring. Il mio ultimo combattimento senza protezioni alle tibie è stato a settembre 2015 ed a Roma il 17 maggio 2015. Ho un buon seguito di amici e sostenitori, che tra l’altro, dopo il match saltato dell’Intercontinentale-PRO del 20 dicembre, erano molto curiosi di vedermi in un match a Roma, dopo i risultati degli ultimi incontri all’estero, le vittorie di Barcellona in The Circle di Fox TV ed il mondiale di Belgrado. Questi fattori mi caricavano di adrenalina e voglia di fare: la notte non è stato facile dormire“.

Gabriele CasellaGabriele al termine del match contro Ekapop ha parlato di pregiudizi verso la Muay Thai e ci ha spiegato il suo pensiero in proposito: “più che verso la Muay Thai, sono pregiudizi verso tutti gli sport da ring in generale. Si sente troppo spesso associare il ring alla violenza ed alla criminalità. Purtroppo, ahimè, questo è colpa dell’ignoranza generale e dei media italiani che parlano degli atleti del ring solo in occasione dei fatti di cronaca giudiziaria. Se un pugile/un kick boxer/un thai boxer delinque, deve essere chiaro che la responsabilità è della singola persona e non del pugilato/ della kick boxing/ della Muay Thai. Invece la tendenza del sistema dei media è di criminalizzare l’intera pratica sportiva. L’educazione, il rispetto ed i valori che vengono trasmessi dallo sport, ed in particolare  dagli sport da ring, sono superiori ai codici etici di tanti altri ambiti di attività.

Lo sport gli ha insegnato grandi valori quindi, e Gabriele ha fatto tesoro di ciò affrontando ogni sfida anche quella contro atleti di categorie di peso differenti, come ha fatto a Belgrado, conquistando il Titolo del Mondo. Gli abbiamo chiesto che emozioni ha provato dopo la conquista del titolo e si è detto emozionatissimo: “troppe emozioni e tutte intense. Soprattutto perché ho vinto in uno degli eventi più prestigiosi a livello mondiale, in una categoria di peso che non è la mia. Solitamente combatto nei -81kg, mentre questa volta ho partecipato nella categoria -86kg, incontrando avversari più strutturati fisicamente rispetto a me“.

Dalle sue risposte si nota la passione che Gabriele ha verso il Muay Thai e ci è venuto spontaneo chiedergli come sia nato l’amore verso questo sport, visto che i ragazzi italiani di solito si appassionano più al calcio o al basket: “ho avuto questa passione fin da bambino, attraverso le suggestioni di film, videogiochi, cartoni e la filosofia della arti marziali orientali. Ho sempre amato il combattimento. Ho cominciato senza pretese e dopo un anno ho deciso che avrei voluto fare questo nella vita“.

LaPresse/PA

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Il giovane Casella ci tiene a precisare però che non ha un atleta di riferimento o un idolo a cui vorrebbe assomigliare, nonostante apprezzi molti sportivi per diverse ragioni: “non mi ispiro a qualcuno in particolare, ma ne apprezzo veramente tanti. Quello che vi cito ovviamente è Muhammad Alì, per il suo esser campione dentro e fuori dal ring, per la sua capacità di combattere anche nella società per difendere la libertà ed i diritti. Per il pugilato Sergey Kovalev, pugile mediomassimo sconosciuto a molti fino a poco tempo fa, a cui non è mai stata data la giusta importanza. Fisico al naturale, non palestrato, essenziale, ma con delle mani che sanno far malissimo. Ha vinto quasi tutti i match per ko. Per i suoi primi 19 incontri da professionista non ha preso un dollaro. Per la Muay Thai apprezzo un atleta del passato che è Samart Payakroon, una leggenda di questo sport e non solo: era anche un forte pugile. Poi ripeto, ce ne sono veramente tanti che apprezzo. Idoli però non ne ho.

g CasellaAi giovani che vogliono intraprendere questo sport Gabriele consiglia: “di scegliere una buona palestra, perché serve un buon maestro che sappia trasmettere un sapere fatto di esperienza umana e non di formule e figure astratte. E poi rubare tanto con gli occhi quello che fanno gli altri atleti, se possibile dal vivo, altrimenti anche esaminando materiali video, reperibili sul web, di campioni che si allenano o combattono. Purtroppo le discipline da combattimento pur essendo praticate da centinaia di migliaia di persone sono divise in numerose organizzazioni in concorrenza tra loro, che non praticano strategie formative comuni. C’è sempre il rischio di incontrare qualche incompetente. La sigla con il maggior numero di associati, riconosciuta dal Coni e con un sistema stabile di trasmissione delle competenze nella didattica è la FIKBMS. Questo sport può essere scelto a diversi livelli ed è anche questo il bello: si può praticare sia a livello agonistico, che a livello amatoriale, senza farsi male e per tenersi in forma, sviluppando capacità motorie e conoscenze del nostro corpo molto utili per il nostro accrescimento personale”.

Infine Gabriele ci ha svelato che gli piacerebbe cimentarsi un giorno anche in altro al di fuori del Muay Thai: “mi piacciono molto l’hockey, che ho praticato fino a 15 anni e lo snowboard. Ho degli amici che giocano a hockey nel team Black Eagles Genzano che quando posso vado a sostenere. Poi quando mi capita guardo in tv la NHL, la lega con le più forti squadre al mondo di Hockey, che trovo altamente spettacolare. In generale mi piacciono molti sport. Un giorno mi piacerebbe mettermi alla prova in una disciplina lontana dal quadrato del ring: la corsa“.