Domenica 11 Dicembre

Da Mantova a Rio: la storia delle piscine Castiglione

Piscine Castiglione: quando si dice “il miracolo italiano”

Che poi uno pensa a Rio de Janeiro e le prime immagini che risalgono la corrente del suo cervello sono solitamente composte da tanto mare, tanta sabbia, tanta allegria e tanto “fisico” in mostra. È umano. È logico. È corretto. Rio, Brasile: la democraticità delle spiagge brasiliane, in cui la proprietà privata non esiste, perché il mare è di tutti e per tutti. Rio, Brasile: dove il mare e la spiaggia sono l’abituale punto di ritrovo dopolavoro per abitanti e visitatori. Rio, Brasile: dove un bagno ristoratore e un cocco bevuto mentre ci si asciuga rendono più facili incontri e amicizie. Ecco, uno pensa a Rio de Janeiro e pensa a tutto questo.

LaPresse/EFE

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Quindi, automaticamente, quando pensa alle Olimpiadi e alle gare di nuoto che lì si svolgeranno, immagina che tutto quello che è stato costruito per queste gare in acqua sia stato manufatto a km-zero. E immagina male. Perché sbaglia. E di grosso. Perché le 18 piscine che saranno utilizzate durante le prossime Olimpiadi di Rio, sono state progettate e prodotte da una ditta italiana. E nemmeno da una ditta “vistamare” che ha il nuoto nel sangue e la piscina nel DNA. Nossignore. La ditta in questione è di Mantova. Si chiama Piscine Castiglione. E qui, signore e signori, dovrebbe scattare l’applauso. Perché riuscire a portare le proprie piscine da una città famosa per i laghi e l’ottima cucina alla città che ospiterà le Olimpiadi in Brasile, vuol dire che questi delle Piscine Castiglione sono davvero bravi. Quindi, almeno da parte nostra, applauso meritatissimo. E adesso, tutti in acqua. E silenzio!