Domenica 4 Dicembre

Coppa Italia – Il boato Milan, l’eco Juventus: emozioni e adrenalina di una gara vissuta all’interno dell’Olimpico

LaPresse/Alfredo Falcone

Il campo, i tifosi, le coreografie: la finale di Coppa Italia tra Milan e Juventus ha regalato gioie, dolori e tante emozioni. Dall’urlo rossonero al boato di Morata…

Il giorno dopo l’adrenalina è ancora alta, non saranno di certo state le poche ore di sonno a scaricarla. Il Milan che non ti aspetti per 110 minuti, la Juventus che barcolla, trema, si spaventa ma non crolla. E poi quello spettacolo sugli spalti destinato a rimanere impresso a lungo negli occhi e nella mente: un tifo passionale, semplice, vero.

LaPresse/Jennifer Lorenzini

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Coreografie, cori, sfottò ma senza mai superare i limiti del consentito: un tifo ‘pulito’ come lo ha definito il Presidente Mattarrella, presente in tribuna autorità. Emozioni forti, una dietro l’altra. Una su tutte: il boato della curva rossonera alla fine del primo tempo. L’Olimpico ha vibrato, sul serio. Un urlo ‘diverso’ dal solito: in quel ‘Milan, Milan’ si percepiva tutta la ‘fame’ di vittoria di una tifoseria che dopo anni di ‘Champagne e caviale’ adesso si ritrova per il terzo anno consecutivo fuori dall’Europa. Un disastro. Tutt’altra storia, la Juventus.

LaPresse/Jennifer Lorenzini

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Il pubblico bianconero rimane lì, vigile, proprio come la squadra di Allegri. Incassa, ma resta in piedi e sorride. Sa benissimo che prima o poi la zampata arriverà. Precisa, puntuale. Morata entra in campo e 120 secondi dopo è delirio bianconero. Il ‘chi non salta è rossonero’ rimbomba dentro l’Olimpico, l’eco del trionfo supera i confini della città e attraversa tutta Italia. Perché Allegri, il grande ex, centra il doppio double: campionato e coppa Italia per due anni di fila, non era mai successo prima. Storia riscritta, ancora. Emozioni di una finale di Tim Cup vissuta dalla tribuna stampa dell’Olimpico, sensazioni forti, adrenalina che scorre ancora nelle vene. Bastasse soltanto qualche ora di sonno…