Martedi 6 Dicembre

Ciclismo, motociclismo e il “vero sport su due ruote”: se uno spot può scatenare tanta rabbia…

Quando si ha troppo tempo libero si rischia di perderlo inutilmente

Lontani da steccati, fuoriusciti dal gruppo, gioiosamente liberi. Così ci siamo sentiti quando in rete hanno preso vita le schermaglie verbali fra alcuni motociclisti e la RaiTv. L’oggetto del contendere? Un meraviglioso “corto” in cui si racconta il ciclismo, mettendolo giocosamente in parallelo con alcuni sport motoristici. I centauri hanno ritenuto che la sfida fosse portata dalla Rai direttamente al loro motociclismo. E hanno reagito. Sense of humor? Sconosciuto, evidentemente. Capacità di auto-ironia? Zero. In Italia, si prende tutto sul serio, tranne le cose serie. In Italia ci si prende tutti sul serio, tranne le persone serie. Nelle immagini e nel commento dello “spot” in questione, quello che viene detto è pura verità. Non c’è una sola cosa che possa essere contraddetta.

Kimberly Bogle ducati ombrellinaAvete mai visto delle “ombrelline” accanto ai ciclisti al momento del via alla tappa? Avete mai visto una corsa ciclistica interrotta per pioggia? Avete mai visto tifosi del ciclismo accomodarsi in comode tribune? Avete mai visto un ciclista indossare una tuta integrale per proteggersi da eventuali cadute? E quindi? Di cosa discutere? Su quale argomento affrontarsi e confrontarsi? La frase incriminata parrebbe essere questa: “il vero sport su due ruote“. Perché, scusate, qualcuno è seriamente convinto che pedalare in salita spingendo con le proprie gambe la bicicletta e farla correre sui tornanti sia equivalente a schiacciare freno-frizione e muoversi agilmente sulle pedane per effettuare un cambio direzione?

LaPresse/EFE

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Nessuno mette in discussione la bellezza e le emozioni da pelle d’oca che la motocicletta e il motociclismo possono regalare. Nessuno deve permettersi di mettere in discussione che il ciclismo sia l’unico vero sport che si corre su due ruote. Ciclismo: semplicità assoluta. Per praticarlo bastano le classiche 2 ruote, un telaio, una corona, un manubrio, due pedali, una sella e una catena. Non c’è bisogno di null’altro, se non del corpo umano. Come potrebbe non essere il ciclismo il vero sport su due ruote? Siamo stati motociclisti, poi un incidente ci ha impedito la gioia di poter continuare ad esserlo. Siamo ciclisti, felici e liberi di esserlo.

giro d'italiaLa rete impazza. Il web s’indigna. Ma di cosa? Per cosa? Su cosa? Abbandonate stupidi steccati. Uscite da gruppi di appartenenza con il paraocchi. Siate felici di quel che fate. E imparate a sorridere, ad essere ironici, a prendere la vita con leggerezza. C’è una cosa che si impara andando in bicicletta, ed è molto importante nella vita di tutti i giorni: si chiama levità. Ci piacerebbe tanto che i severi e seri motociclisti che si stanno dannando l’anima in questa sterile battaglia, un giorno la incontrassero nel corso della loro vita. Servirebbe.