Sabato 10 Dicembre

Cara mamma, fammi giocare a rugby

Uno sport sottovalutato e ritenuto pericoloso ma dietro il rugby c’è ben altro: scopriamo perché anche le mamme più apprensive dovrebbero far giocare i propri figli a questo sport

L’Italia è il paese del calcio, quando c’è una partita importante si bloccano intere città, per qualche episodio dubbio si arriva addirittura a chiedere interrogazioni parlamentari. Purtroppo di questa cosa ne risentono tutti gli altri sport, specialmente quelli che ancora oggi nel nostro paese sono considerati “emergenti”, uno di questi è il rugby.

C’è un periodo dell’anno, tra febbraio e marzo, in cui la palla ovale diviene incredibilmente popolare, grazie alla nazionale italiana impegnata nel Sei Nazioni, per poi tornare immediatamente ad essere uno sport seguito da pochi appassionati. Non c’è dubbio che agli occhi di molti genitori, che magari guardano saltuariamente una partita di rugby, possa apparire come uno sport violento e nel quale è davvero difficile capirci qualcosa.

LaPresse/ PA

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Allora perché una mamma dovrebbe portare il proprio figlio a provare il rugby? I motivi sono diversi e, paradossalmente, non sono strettamente legati all’atletica, alla tecnica o comunque al gioco in quanto tale. Il rugby è uno sport che forma l’uomo prima ancora che il giocatore, infatti gli allenatori insegnano sin dalla più tenera età ai piccoli rugbisti i valori del gioco di squadra, dell’umiltà, la disciplina e il rispetto nei confronti degli altri. Tutti questi sono insegnamenti che sono fondamentali nel gioco ma lo sono ancora di più nella vita di tutti i giorni. Sicuramente ci sono già le scuole ed altri luoghi predisposti ad insegnare questi valori ma se a farlo è uno sport diventa più semplice e più piacevole per i bambini e i ragazzi apprenderli e farli propri.

Nel rugby se cadrai ci sarà sempre un compagno, o magari un avversario, ad aiutarti a rialzarti, se sbaglierai ci sarà sempre un compagno che farà di tutto per rimediare al tuo errore come se fosse stato lui a commetterlo e, se non ci riuscirà, non ti urlerà contro ma ti incoraggerà e ti spronerà a fare meglio.

Non si può negare che il rugby sia uno sport di contatto e se una mamma deciderà di portare il proprio figlio a giocare a questo sport dovrà sapere da subito che lo vedrà tornare a casa un po’ sporco e qualche volta anche dolorante, ma soprattutto lo vedrà tornare sempre soddisfatto perché nel bene o nel male avrà imparato una lezione importantissima su di se o sugli altri, ogni allenamento sarà una lezione di vita.

Cara Mamma, se tuo figlio ti chiede di accompagnarlo ad un allenamento perché vuole provare il rugby allora dovresti accontentarlo perché per lui sarà molto più di un semplice sport, sarà uno stile di vita.