Martedi 6 Dicembre

Calcioscommese, Millesi sempre più nel mirino: ecco cosa rischia l’Avellino

LaPresse - Marco Cantile

L’Avellino è nel caos più totale: Millesi avrebbe tentato di corrompere un suo compagno. Società adesso rischia l’omessa denuncia

Quello che sta succedendo ad Avellino è paragonabile solo ad una fiction. Come successo per tutti i filoni sin ora subiti dal calcio italiano sia a livello professionale che dilettantistico. L’uso dei danari per ottenerli altri è spaventoso. Soprattutto se a gestire questa situazione sono le associazioni a delinquere con capi mafiosi che vogliono solo ottenere potere illecito. Come un film si ha ad Avellino dei personaggi che all’apparenza sembrano tranquilli, ma sotto sono spietati.
Antonio Accurso, uno degli arrestati chel clan della Vannella Grassi, ha raccontato cosa si faceva durante gli incontri tra la camorra e i calciatori dicendo: “Izzo rimase sorpreso alla vista del Millesi e poi mi disse in privato: “Avete preso il pezzo potente, è lui che comanda tutto lo spogliatoio”. Un dato è emerso dopo accurate statistiche: Millesi, capitano dell’Avellino, nella stagione 2013-2014 ha disputato 21 partite, l’ultima contro la Juve Stabia nell’aprile, poi è scomparso dal campo. In molti si domandarono del perchè, ed ora lo si è capito. Sembrerebbe che Millesi avrebbe corrotto un altro giocatore irpino, Arini. I due si incontrarono in un appartamento, ma Arini si rifiutò di fare combine e avvisò immediatamente la società. Questa indiscrezione se data per certa, porterebbe l’Avellino davanti alla giustizia sportiva con l’accusa di omessa denuncia, squalifica di mesi per Arini e un ammenda alla squadra. Millesi dopo aver subito dalla squadra il taglio, è sparito dalla città irpina.