Martedi 6 Dicembre

“Vite di Corsa”: Pino Allievi racconta il suo ultimo libro ai microfoni di Sport Fair

Intervista a Pino Allievi che racconta gli aneddoti e i retroscena sulla sua ultima opera letteraria, “Vite di Corsa” per Giorgio Nada Editore

Firma storica de “La Gazzetta dello Sport”, appassionatissimo di F1 e di motori in generale, Pino Allievi racconta il suo ultimo libro, “Vite di Corsa”, ai microfoni di Sport Fair. Allievi non si limita a seguire le corse, lui ama ascoltare la gente e nei suoi viaggi, tra un Gran Premio e l’altro, di persone ne ha ascoltate tante, talmente tante da decidere di raccogliere in questo volume gli incontri più particolari.

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L’idea del libro è nata dal fatto che io ho lavorato per Gazzetta dello Sport e avevo un sacco di materiale che avevo raccolto e che non avrei mai utilizzato, e siccome mi dispiaceva tenerlo soltanto per me, perchè erano cose molto interessanti, ho deciso di farne un libro non prettamente automobilistico. Ho fatto un libro di gente che ho sfiorato durante le mie incursioni ai gran premi e che ho conosciuto anche al di fuori delle piste, si parla di Vettel e Hamilton, ma anche di Gianni Agnelli e Marchionne, di altri personaggi che non sono solo legati al  mondo  delle corse, si parla anche di Maradona e di George Harrison“.

LaPresse/Reuters

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Un mondo, quello della Formula 1 che affascina davvero tutti. Perchè? La Formula 1 è la Formula 1, è la disciplina sportiva più popolare dopo il calcio, dati alla mano le audience dei gran premi di Formula 1 le fanno solo le partite di finali di Champions e dei mondiali di calcio, quindi è uno sport magico, fatto di rischi, fatto di industria fatto di talenti che guidano ma anche di talenti che generano le macchine, e poi è stato sempre un mondo glamour che ha attratto le star e le personalità dell’industria perchè bene o male la Formula 1 è anche una vetrina e quindi è un mondo speciale, è quello che per esempio non è il calcio. Nel paddock si respira un’aria a volte noiosa (scherza) a volte esaltante, ed è un’atmosfera comunque molto diversa da quella che si respira in qualunque altro sport perchè c’è tecnologia mista a rischio e spettacolo, quindi è un cocktail che funziona da una vita, da sempre“.

LaPresse/PA

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La F1 è cambiata sì nel tempo, ma non troppo: “è cambiata relativamente, è cambiato il mondo. Grazie a Dio non si muore più con la frequenza con cui si moriva negli anni ’50, è cambiata perchè son cambiati i personaggi. Le corse d’auto agli albori erano riservate a un’élite, spesso erano riccastri che potevano comprarsi le macchine e che potevano andare a correre, adesso è più democratico nel senso che si è premiata di più la bravura, Hamilton è figlio di un impiegato delle ferrovie inglesi, Vettel è figlio di un artigiano del legno della Germania, Raikkonen è figlio di un operaio. Oggi in Formula 1 si riesce ad arrivare ai vertici anche partendo da zero con delle qualità. Poi c’è la parte tecnologica che è diventata preponderante perchè se una volta Ferrari diceva che è 50 e 50 il valore del pilota e il valore della macchina in termini di vittoria, adesso magari la macchina incide di più“.

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Negli ultimi periodi Bernie Ecclestone, patron del Circus, è stato al centro di numerose polemiche, ma Allievi spezza una lancia a suo favore, spiegando che spesso non viene capito: “Ecclestone è uno con un grosso senso dello humor, è uno che ama la battuta, però ha la vitalità di un 30enne e spesso fa battute, quando gli si parla è difficile capire il suo umorismo e quindi qualcuno a volte lo prende sul serio e lui è costretto a fare delle smentite. Poi è uno che per spiegare un concetto estremizza con i termini senza capire che non tutti dall’altra parte lo capiscono. E’ uno che è facile agli inciampi e agli equivoci. Ogni volta che gli parlo capisco se con me sta scherzando o se parla sul serio, so che chi l’ha intervistato recentemente è gente che non lo conosce e quindi è facilissimo che lui scivoli in queste cose anche perchè non riesce a trattenersi e ne paga le conseguenze

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Infine Allievi, tra un commento sulla nuova Ferrari e sul Mondiale attualmente in corso svela chi è il personaggio della Formula 1 che ammira maggiormente: “ho sempre avuto un debole per Niki Lauda: molto intelligente, simpatico, è riuscito a realizzare tutti gli obiettivi che si è messo in testa nella vita e poi l’ho sempre ammirato per un motivo: tutti i piloti sono convinti di essere i più bravi della terra e lui è uno che dice ‘io son sempre riuscito a vincere pur non essendo mai stato più veloce degli altri, ho usato sempre la testa probabilmente più del piede e ce l’ho fatta, un po’ ho avuto fortuna però è stato bello battere gente che certamente era più veloce di me’. Una modestia che non è da tutti nel mondo dello sport ad alti livelli“.