Sabato 3 Dicembre

Tra idoli e gli avversari più duri, Nainggolan si racconta: “ecco la mia classifica…”

LaPresse/Marco Rosi

Radja Nainggolan, centrocampista belga della Roma, svela i suoi idoli d’infanzia e rivela chi sono stati gli avversari che più lo hanno messo in difficoltà

AS Roma's Nainggolan reacts during their Italian Serie A soccer match against Juventus in Turin4×4, si intitola così l’intervista rilasciata da Radja Nainggolan al sito ufficiale della Roma. Il centrocampista belga si racconta, svelando chi sono stati i suoi quatto idoli e i quattro avversari contro i quali ha faticato di più. Iniziamo dagli idoli:

Xavi: “Lo osservo da quando avevo 10 anni: non sbaglia mai un passaggio, gioca sempre in verticale. Un giocatore eccezionale, un esempio per il suo ruolo”.

Ronaldinho: “Quando lo vedevo al Barcellona era uno dei giocatori che emergeva più degli altri: un giocoliere, dava spettacolo e si faceva notare. Ti lasciava incollato al televisore”.

Ronaldo: “Avevo il suo poster da piccolo. Un attaccante straordinario, uno dei più forti di sempre. Al Mondiale del ’98 fu uno dei migliori giocatori, nonostante la vittoria della Francia in finale. E poi aveva quel look particolare che mi attirava molto”.

Dembelé: “Questa scelta è un po’ particolare, ci passiamo solo un anno e abbiamo giocato insieme nelle giovanili del Beerschot: per me è stato sempre una fonte di ispirazione, ho imparato tanto da lui”.

Spazio adesso agli avversari che lo hanno messo più in difficoltà…

Seedorf: “Era un giocatore completo, l’ho affrontato quando ero a Cagliari. Era devastante, tecnicamente forte, fisicamente tenace, veloce, era difficilissimo giocarci contro”

Pirlo: “Io di solito vado in pressione sul portatore di palla e avere a che fare con uno come lui era davvero difficile, sterzava sempre, tecnica incredibile, tanta testa nelle sue giocate. Insidioso da marcare”.

Hetemaj: “Fuori dal campo è molto simpatico, ma quando gioca rompe sempre le scatole è un calciatore davvero fastidioso da affrontare”.

Stankovic: “Molto fisico, correva tanto: era davvero grosso. Menava, si faceva sentire ed era davvero tosto come avversario da affrontare”.