Venerdi 2 Dicembre

Tennis, Federer si racconta: “vado avanti ancora un po’. Con Nadal sfide storiche!”

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Smaltito l’infortunio che lo ha rallentato nelle ultime settimane, Roger Federer sembra aver voglia di riscatto, allontanando ancora di più il ritiro

Talento cristallino, tecnica sublime e colpi da far perdere il fiato. Se dovessimo descrivere Roger Federer, queste sarebbero le prime parole che utilizzeremmo, termini chiari e forti che indicano uno dei giocatori che ha fatto la storia del tennis contemporaneo.

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Vittorie e trofei ma anche lacrime e delusioni, c’è tutto nella carriera del tennista svizzero che, dopo un fastidioso infortunio patito nelle ultime settimane, sembra sulla strada della completa guarigione. La sua carriera, però, non è ancora arrivata al capolinea, come sottolinea lo stesso Federer durante un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. “So di non essere eterno, come è normale, e a dire il vero è da quando sono nate le gemelle, sette anni fa, che ho cominciato a interrogarmi sul futuro. Poi però il corpo mi manda segnali positivi, nonostante l’ultimo intoppo, la famiglia mi sostiene alla grande ed è felice di girare il mondo con me. Questi sono i miei baluardi: quando il fisico non reggerà più e a casa si saranno stancati, smetterò. Ma non credo succederà così presto. Io mi diverto ancora molto a giocare, perciò mi vedrete ancora per qualche anno”.

federer-nadal-djokovic-1454672294-800 La vittoria di Monte Carlo ha restituito al tennis un Rafa Nadal tirato a lucido, Federer non si mostra sorpreso da questo ritorno: “assolutamente no. Forse ha sorpreso voi giornalisti, ma non certo noi giocatori. Un ragazzo che ha vinto nove volte a Parigi, nove volte a Montecarlo, che è stato numero uno del mondo per tanto tempo non perde le sue qualità. Forse ci aveva abituato a recuperare più velocemente dagli infortuni, ma io non riesco a concepire un Nadal ad un livello così basso. Sulla terra è ancora uno dei primi due o tre giocatori del mondo”. Adesso l’uomo da battere è Novak Djokovic, con il serbo esiste una rivalità diversa: “Rafa è esploso molto presto, i nostri momenti migliori spesso sono coincisi, alcune nostre partite sono diventate storiche, purtroppo da lui ho anche subito alcune delle sconfitte più dolorose della carriera.

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E poi è mancino, mi ha obbligato a trovare soluzioni differenti per contrastarlo. Diciamo che all’inizio Novak era l’uomo che incontravo in semifinale e Nadal l’uomo delle finali, adesso la situazione si è ribaltata anche grazie alla forza di Djokovic. Ma credo che la rivalità con Rafa abbia colpito di più gli appassionati. Slam o Olimpiadi? Non risponderei. E’ impossibile. Gli Slam sono la nostra pratica quotidiana, diciamo così, e non c’è stata vittoria che mi abbia emozionato di più del Roland Garros nel 2009, anche più di Wimbledon, perché l’avevo inseguita così a lungo. Però l’Olimpiade arriva ogni quattro anni, è qualcosa di diverso, rappresenti il tuo paese, conosci atleti di tutto il mondo. Non saprei scegliere, davvero. Vediamo cosa succederà”.