Mercoledi 7 Dicembre

Roma, i segreti di Manolas: “Ibrahimovic il più forte di tutti, Totti un esempio”

LaPresse/Falcone

Il difensore greco della Roma si racconta al sito ufficiale del club: ne esce fuori un ritratto inedito di Manolas

LaPresse/Alfredo Falcone

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“L’avversario piu’ forte? Ibrahimovic, senza dubbio. L’ho incontrato in Champions League nella stagione 2013-14, quando con l’Olympiacos sfidammo due volte il Paris Saint Germain. Lui il migliore rivale”. Questa la risposta a una delle 10 domande alle quali il difensore della Roma, Kostas Manolas, si e’ sottoposto per il sito ufficiale del club giallorosso. Se lo svedese e’ il miglior avversario mai affrontato, il compagno di squadra piu’ forte e’ “Totti. Lo sanno tutti il perche’, tutti sanno chi e’ Francesco e quale campione e’. Non ha una qualita’ che posso elogiare piu’ di altre, lui e’ un giocatore completo, fortissimo. Da prendere ad esempio in totale“. Il difensore greco parla anche della sua infanzia e rivela che il suo primo idolo da bambino e’ stato: “mio zio che giocava nell’Aek Atene, uno dei club di calcio importanti della capitale greca. E’ guardando e vedendo lui che ho deciso di iniziare a giocare a questo sport! Lui si chiama Stelios Manolas e ha giocato anche con la nazionale della Grecia, oltre ad aver accumulato quasi 500 presenze con l’Aek da fine anni 70 fino al 1999. Prima di giocare a calcio ho fatto tantissimi sport. Quando ero a scuola ho praticato pallavolo, pallacanestro e non solo: mi piaceva fare attivita’ sportiva e facevo praticamente tutto quello che si poteva fare. Quello che mi piace di piu’, dopo il calcio ovviamente, e’ il basket. Ho cominciato a giocare a calcio all’eta di 9 anni nella squadra del paese dove sono nato, Naxos, la piu’ grande isola delle Cicladi. Ho iniziato non come difensore, ma come attaccante”.

Alfredo Falcone - LaPresse

Alfredo Falcone – LaPresse

Manolas ricorda il giorno del suo debutto nel calcio professionistico. “Giocavo con il Thrasyvoulos Fylis, piccola squadra che quell’anno militava nel massimo campionato greco. L’esordio non ando’ tanto bene, perche’ perdemmo 2-1 contro l’Aris Salonicco e io feci anche un fallo in area e provocai il rigore per gli avversari. Stavamo vincendo, poi loro pareggiarono e a fine gara fecero il gol vittoria. Se ero emozionato? Non tanto a dire il vero, anche se, essendo il mio debutto assoluto, sentivo un po’ di pressione”. La gara che ricorda con piu’ piacere della sua carriera e’ “quella tra Olympiacos Atene e Manchester United che vincemmo contro gli inglesi per 2-0 allo Stadio Karaiskakis di Atene in Champions League. Era l’andata degli ottavi di finale 2013-14 e io e i miei compagni di allora facemmo una grande prestazione battendo una squadra fortissima. Io anche me la cavai bene quella sera, visto che avevo davanti Van Persie e Rooney…”. A parte l’Olimpico il suo stadio preferito e’ “il Karaiskakis, dove ho giocato due stagioni con l’Olympiacos. Uno stadio bello e caldo”. Manolas dice che deve “ringraziare Dio” per la carriera finora fatta e aggiunge: “devo molto anche a mio padre e a mio zio che, come detto, e’ stato anche il mio idolo calcistico”. Infine l’ultima risposta sull’aspetto migliore della vita da calciatore: “ci sono tanti aspetti positivi, ne sono cosciente. Anche perche’ vuol dire che sei riuscito a fare della tua passione, il calcio, il tuo lavoro e questa e’ una cosa perfetta! Inoltre sei una personaggio pubblico, guadagni bene. Fai il tuo hobby come lavoro, questa e’ una cosa perfetta”. (ITALPRESS)