Venerdi 2 Dicembre

Ritorno al passato, Trapattoni e la voglia di Italia: “se Tavecchio chiamasse…”

LaPresse/Piero Cruciatti

Spunta una nuova e clamorosa candidatura per la Nazionale azzurra: Giovanni Trapattoni scaccia l’occhio a Tavecchio e si dice pronto per la panchina dell’Italia

La batosta contro la Germania puo’ essere salutare. Non si puo’ sempre vincere e tutto sommato mi sembrava che l’Italia avesse preso questa amichevole in un certo modo, con un ‘vogliamoci bene’ mentre i tedeschi l’hanno giocata con grande agonismo e tattica. Non abbiamo affrontato il match con la giusta determinazione e la giusta caparbieta’ e i tedeschi, spesso beffati da noi, ci hanno messo qualcosa in piu’. Detto questo, perdere con la Germania ci puo’ stare e sono convinto che la prossima partita si mettera’ in campo una determinazione e un’attenzione diversa“. Giovanni Trapattoni, ex ct azzurro e voce tecnica di Raisport, torna ai microno di Radio Crc sull’amichevole persa dalla Nazionale di Conte a Monaco di Baviera contro la Germania campione del mondo. “Anche io ho perso qualche partita, qualche Coppa dei Campioni, ma poi ci siamo rifatti e sono fiducioso su quello che Conte proporra’ – spiega il Trap – Dopo una sconfitta non va distrutta una struttura su cui Conte ha costruito le basi e credo faccia bene a dare nuovamente fiducia agli stessi calciatori affinche’ abbiano voglia di riscattarsi. Magari prendera’ in considerazione anche le condizioni dei calciatori giacche’ la serie A e’ molto stressante, ma piu’ o meno i convocati immagino siano gli stessi, poi a seconda del momento, li utilizzera’. Non credo che la rosa dell’Italia sia da stravolgere anche perche’ criticare va bene, ma sono solidale con le scelte di Conte e sul gruppo che ha messo insieme“.

Dopo gli Europei Conte lascera’ la panchina azzurra: “Ho visto che Lippi e Cannavaro si sono proposti, quindi lascio fare. Se poi oggi basta proporsi per ottenere dei posti… Se Tavecchio mi chiamasse ne sarei lieto perche’ penso di avere una grande esperienza. Senza presunzione, mi sento lucido e pronto di riflessi. Mi e’ parso in ritardo il fenomeno dei cambiamenti degli allenatori quando le cose non vanno, ma non vado a propormi“. Trapattoni, infine, torna sull’espressione usata in telecronaca che gli e’ valsa piu’ di una critica: “Davanti ad un’emotivita’ del momento, spuntano i professori di italiano. Non mi hanno chiesto di vergognarmi, ma qualcuno ha detto che dovrei interrompere il rapporto contrattuale. Credo che l’esperienza sotto l’aspetto tecnico abbia un valore, poi ricordo sempre una frase: ‘Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna agli insegnanti…'”. (ITALPRESS).