Sabato 10 Dicembre

Moto Gp: le ombrelline hanno ancora un senso nel 2016?

Le ombrelline sulla griglia di partenza hanno ancora un senso nel 2016?

Il ruolo dell’ombrellina ha il sapore di un mondo antico, ormai scomparso. Questa donna-immagine, a tutti i costi in minigonna o shorts, dall’ombelico sempre e comunque esposto, dallo sguardo ammiccante e non parlante, dalle labbra rosso-voglia e dal seno compresso ed esibito, ha fatto il suo tempo.

LaPresse/Alessandro La Rocca

LaPresse/Alessandro La Rocca

L’ombrellina è l’ultimo avamposto di un retaggio culturale macho-maschilista, che vedeva nei motociclisti degli eroi senza paura e nelle ragazze-ombrello le donne premio dopo la gara a due ruote svoltasi fra i galli del pollaio. Il mondo è andato avanti. Le donne si sono emancipate. Gli uomini non sono più così duri. I motociclisti sembrano sempre più bambini. Di conseguenza, ci chiediamo, cosa ci stanno a fare, ancora, inossidabili, le ombrelline sulla linea di partenza, a sorridere forzatamente quando la telecamera inquadra il pilota a cui sono state abbinate? Francamente, le ombrelline, sulla griglia, sembrano statue di un’antichità che è trapassata e ben più che remota; somigliano a vestigia di una civiltà che fu e che, fortunatamente, non è più; rappresentano, al suo massimo livello, un concetto di donna-oggetto che il corrodere del tempo ha definitivamente consunto.

LaPresse/EFE

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I piloti della MotoGP bevono bevande energetiche, non più birra o wiskey; le scuderie non hanno più meccanici sporchi d’olio, ma ingegneri devoti alla tastiera dei loro pc; gli sponsor non vogliono più “divi”, ma campioni puliti. Quindi, chiediamo, perché l’unico indizio che collega al passato deve rimanere l’oggetto ombrellina