Lunedi 5 Dicembre

Milan, Mihajlovic ‘sogna’ già la Coppa Italia: “sarebbe il mio primo trofeo da allenatore”

LaPresse/Spada

L’allenatore del Milan tiene bene in mente l’obiettivo Coppa Italia ma continua la sua rincorsa anche in campionato

Finalmente si torna in campo. Lo avrà pensato sicuramente Sinisa Mihajlovic, uscito indenne da queste due settimane di fermo. Indenne ma molto provato, sopratutto dalle mille parole dette e scritte sul suo futuro e non solo. Anche Silvio Berlusconi ci ha messo del suo, mandando frecciate e tendendo la mano.

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I risultati e il campo daranno il verdetto finale sul tecnico rossonero, anche se per molti sembra tutto già scritto. Non solo il campionato sarà decisivo, e quindi la partita di Bergamo contro l’Atalanta di domani, ma soprattutto la finale di Coppa Italia. Sinisa è consapevole di tutto questo, anche se sarebbe sempre riduttivo giudicare un’intera stagione da una sola gara: “io capisco bene l’aspetto motivazionale delle parole del presidente, so quanto sia importante vincere questo trofeo, sarebbe fondamentale vincerlo per cambiare l’immagine del Milan, sarebbe il primo trofeo per me da allenatore e per tanti giocatori. Spero che non si possa giudicare tutto in una sola partita, perchè puoi perdere la partita dominandola, o vincerla non meritandola. Qui c’è da valutare un anno intero di lavoro e poi dopo si decide. Tutti noi teniamo a vincere la Coppa Italia contro una squadra che ha dimostrato di essere la più forte di tutte“.

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Lui ci spera di restare al Milan, nonostante il rapporto non idilliaco con Berlusconi. Una sua permanenza sarebbe già una vittoria, visti gli ultimi anni e le recenti gestioni non impeccabili del club. Mihajlovic dice la sua anche su possibili idee per il futuro, proprio perchè si sente parte integrante di questo Milan. Lui prenderebbe uomini più che giocatori di nome, ragazzi pronti al sacrificio più che prime donne: “in campo vanno i giocatori e non i nomi, le motivazioni sono fondamentali. Non si deve guardare il nome, ma se il giocatore può essere utile o meno alla squadra“. Il responso sul suo futuro verrà emesso a stagione conclusa: “io sono sereno, ho un altro anno di contratto e finchè sarò alla guida del Milan tirerò fuori il massimo da me e dai giocatori. Gli allenatori dipendono dai risultati, alla fine si valuta il lavoro svolto, la crescita della squadra e tanti altri fattori. L’importante è avere la coscienza a posto“.