Lunedi 5 Dicembre

Milan, a Verona il punto di non ritorno: con i brocchi di Brocchi finisce l’era di Berlusconi

LaPresse/Spada

Quando la svolta è epocale: sostituire Mihajlovic con Brocchi era davvero la scelta giusta da fare?

I brocchi di Brocchi non san più che fare, né a che santo votarsi. È stato detto loro che Massimiliano Allegri non era capace di allenare, e di affidarsi a Seedorf. La Juve nel frattempo qualcosina ha vinto, con Max in panca, mentre il Milan ha detronizzato in pochi mesi anche l’olandese, sostituendolo con Pippo Inzaghi.

LaPresse/Roberto Bregani

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A quel punto la dirigenza rossonera si è rifatta sentire nello spogliatoio, e fra un “hurrà” e un “attaccare” urlati a squarciagola, ha stabilito che fosse la “bandiera” del Milan, l’attaccante dei gol impossibili, a dover guidare gli undici brocchi. Inzaghi in panchina è stato un lento, inesorabile, estenuante calvario. Il povero Pippo, dopo essersi dannato l’anima per la sua squadra del cuore, è stato allontanato come un cane rabbioso dai prati verdi di Milanello. Al suo posto, sulla panchina rossonera, un nerazzurro: Miha. E i brocchi non capivano più nulla. Erano in confusione totale. Chi seguire? A chi dare retta? Chi comanda? Quale è la strategia? Quale l’orizzonte? Quali le mete? Quali gli obiettivi? Dall’alto si dice: siamo fortissimi. Dal campo si dice: con “questi qui” questo è il massimo che si può fare. Miha è uomo di carattere, forgia uomini e giocatori, forma una squadra. Raggiunge la posizione in classifica che il Milan ambìva.

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Purtroppo, non gli basta. Così, i brocchi rossoneri, assistono a un ennesimo cambio della guardia: arriva Brocchi. La misura è colma. I brocchi di Brocchi non ci stanno. Si arrendono. E a Verona perdono contro l’ultima in classifica. Ma questa Verona non è come quella degli anni 70, e nemmeno come quella degli anni 90. Questa Verona per il Milan è un punto di non ritorno. Con i brocchi di Brocchi finisce l’era di Silvio B.