Sabato 3 Dicembre

Marchionne: il tuono e i toni

LaPresse/Photo4

I proclami del cambio gestione e i toni delle successive dichiarazioni

Quando Marchionne arrivò tanto tuonò che piovve. E la pioggia che cadde portò via con sé molti dei volti a cui i tifosi del nero cavallino e delle rosse vetture si erano, giocoforza, negli anni, abituati. Sparirono, in occasione di quel furioso temporale, un certo Luca Cordero di Montezemolo e il suo discepolo preferito, Stefano Domenicali.

LaPresse/Reuters

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Marchionne disse che era tempo che la Ferrari tornasse a vincere. I tifosi, entusiasti, applaudirono il cambio al vertice. All’inizio di questa annata sportiva, furono pronunciate queste parole, sempre da Sergio Marchionne: “dobbiamo essere vincenti fin da Melbourne”. Ma qualcosa, si sa, non andò per il verso giusto. E a questo punto le affermazioni mutarono i toni.

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Si susseguirono quindi, nell’ordine: “dobbiamo tenere conto che abbiamo una macchina assolutamente nuova”, “ci manca esperienza”, “sono stati fatti sbagli comprensibili”, “senza la bandiera rossa in Australia le cose sarebbero andate molto meglio”, “dobbiamo darci il tempo di crescere”, “sono contento di dove siamo oggi”. Dopo la pioggia, dice il saggio, viene il sereno. Rimaniamo tutti in rossa e speranzosa attesa.