Domenica 4 Dicembre

La stupenda storia di John Goldman, Pilone implacabile a 75 anni

John non ha mai segnato, ma ha realizzato mete molto importanti

John Goldman si accinge ad essere un ottimo esempio ed icona per molti sportivi. John gioca a Rugby nella squadra del Mill Hill RFC,  una squadra londinese e  nonostante abbia fatto i conti con molteplici infortuni e malattie  (cancro ben due volte,  cuore e varie operazioni alla schiena), alletà di 75 anni John non si è ancora arreso.

Ho giocato un pò quando andavo a scuola ed ho sempre adorato questo sport”- afferma Goldman -“mi hanno chiesto se fossi stato libero il weekend per giocare in seconda linea contro Teddington per la 3rd XV League e non ho pensato a nulla che mi potesse impedire di andare” ha dichiarato il giocatore come riportato su England Rugby.

Goldman  non si è allontanato dal campo di rugby per oltre 30 anni e da allora prima di ogni partita, trascorre il tempo in libreria legge argomenti riguardo alle tecniche di gioco ed alle tattiche che possono favorire il team. Trovata la sua vocazione, John è entusiasta di giocare sempre e con costanza: “da quando gioco nel Mill Hill Rugby club ho preso la decisione di propormi in un nuovo ruolo, quello del Pilone”. “Ho subito realizzato che quella sarebbe stata la mia posizione così  sono passato davanti alla linea e non mi sono più mosso”. Dopo tre anni di costante impegno nel ruolo di Pilone a John viene diagnosticato un cancro per la prima volta.

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Fu costretto a restare fermo per  mesi  e da allora iniziò una lunga serie d’interventi e operazioni con le quali ha convissuto per lungo tempo prima di  sconfiggere il suo male definitivamente. Ma come anticipato in precedenza, la sfortuna di John non si è limitata solo a questo; durante la sua ttività agonistica ha subito diverse operazioni al dorso, inclusa la rimozione di un disco. Ma la tenacia e la sua volontà  è venuta fuori con un’energia straripante:   “non vedevo sempre l’ora di tornare in campo. Non piace allenarmi per recuperare, allenarmi senza giocare le partite ……amo giocare  e non lascerò mai che operazioni del genere mi tengano lontano dal pitch per molto tempo”.

I meriti di un pieno recupero dovuti alla sua grande forza  hanno permesso che giocasse una media di 22 partite a stagione per il Mill 2nd XV con  la maggior parte degli incontri per quasi tutti gli 80 minuti. Non male se consideriamo che l’età media del resto del team è di 25 anni.

Il Rugby è speciale perché si basa sul rispetto e l’integrità. Non importa quanto sia duro un match, provo e trovo qualcosa di speciale che non so spiegare e che mi ricarica e fa si che sul mio viso ci sia sempre un sorriso”, afferma Goldman che ci ricorda una partita in particolar modo che riassume il suo amore per il Rugby.

“Stavamo giocando a Thurrock lontano da casa in un giorno freddo e piovoso. Una partita fisicamente atroce, quello fu probabilmente il mio match più duro fisicamente e moralmente ma  alla fine quando  siamo andati tutti a bere  birra sino a tardi nel clubhouse, ricordo solo risate e abbracci che porterò sempre nel mio cuore. Questa è una delle ragioni perché amo il Rugby. Vincere, perdere, stare a contatto  è  spirito di squadra”.

index1Forse il segreto di Goldman è stato il suo ortodosso metodo di allenamento.

Ogni tanto quando passeggio il cane in giro, intorno a me non c’è nessuno prendo una lunga rincorsa e mi scaglio contro i tronchi degli alberi: è quasi un rituale”.

Goldman perfeziona ancora le sue tecniche e i suoi metodi di allenamento ma ancora non è stato in grado di segnare. Sicuramente questo rimane un suo obiettivo che richiede continuo allenamento per completare al meglio la sua carriera rugbistica: “ non ho mai segnato, credo  che la figura del pilone debba svolgere un altro tipo di ruolo. Quello che importa è  fare sempre un ottimo lavoro e lasciare che siano gli altri a segnare”.

Ma  John i suoi punti più importanti nella vita li ha già realizzati.