Venerdi 9 Dicembre

La nuova maglia Katusha: un oggetto di design

LaPresse/EFE

Più la vediamo, più ci piace: è la nuova maglia della Katusha

Più la guardiamo, più ce ne innamoriamo. Più la vediamo correre sulle strade, più ci piace. È la nuova maglia della Katusha. Proprio bella! Asciutta, secca, senza fronzoli. Rispetto alle solite maglie delle varie equipes che partecipano alle gare di ciclismo professionistico, la nuova maglia della Katusha segna una svolta, decisa.

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Oseremmo utilizzare il termine rivoluzione, se non fosse troppo parlando, in fondo, di semplici corse in bicicletta. Innanzitutto ci piace molto il colore. Rosso ma non rosso. Corallo. Amaranto. Granata. Con una K che si innesta su di una C sottolineando le forme fisiche dei corridori e creando graficamente un insieme nuovo di linee che danno vita alla K di Katusha. È una maglia potente, che non si perde in mille e passa frammentazioni grafiche o coloristiche, dando invece l’impressione di grande forza ed estrema compattezza del team Katusha. Non più maglia “a coriandoli” ma una maglia ben visibile e riconoscibile anche all’interno del gruppone. A volte, basta poco per fare la differenza, anche nel ciclismo. In questo caso complimenti a chi ha studiato, disegnato, progettato e realizzato una maglia finalmente differente da tutte le altre. Una nuova era si apre dunque nelle maglie del ciclismo professionistico. Katusha ne è stata l’assoluta antesignana.