Domenica 4 Dicembre

Juventus, Buffon: “la svolta Sassuolo, la retrocessione. Le notti insonni per Vieri e Ronaldo, e su Totti…”

Foto LaPresse - Daniele Badolato

Il portiere della Juventus Gigi Buffon si racconta in una lunga intervista in cui ripercorre il momento attuale che sta attraversando senza tralasciare alcuni retroscena del passato

LaPresse/Sandro Falzone

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Buffon-Juventus, amore eterno – E’ il simbolo della Juventus bella, mai arrendevole e sempre vincente. “ll mio ruolo di capitano?  Il capitano è un giocatore che mette a disposizione degli altri, specie dei più giovani, la sua esperienza e cerca il linguaggio giusto  per dare contezza della responsabilità che si ha nell’indossare la maglia del proprio club e della Nazionale. Bisogna essere riconosciuti e spendersi per i propri compagni”. Idee chiare, tramandante da anni sul campo quello di Gigi Buffon. Il portiere della Juventus si è raccontato nel corso di una lunga intervista al Corriere dello Sport: “La scossa dopo Sassuolo? Il discorso che ci siamo fatti è stato semplice. Tutti abbiamo pensato la stessa cosa: se non avessimo vinto lo scudetto o peggio se avessimo continuato nel modo disastroso con cui avevamo iniziato il campionato ci avrebbero detto di tutto: i giocatori andati via, mancanza di stimoli, l’essere appagati. Di tutto. Abbiamo fatto i conti e ci siamo detti che, in fondo, vincere 25 o 26 partite non era impossibile, lo avevamo fatto l’anno scorso. Ci siamo scrollati di dosso la paura e abbiamo cominciato questa bellissima cavalcata”.

LaPresse/Jonathan Moscrop

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Buffon-Juventus, gli anni bui – Buffon, sempre nel corso dell’intervista concessa a Veltroni sulle colonne del Corriere dello Sport,  ripercorre poi gli anni bui della retrocessione in Serie B e svela importanti particolari: “Dopo la retrocessione potevo lasciare la Juventus, fui contattato da squadre importanti: ma decisi di restare alla Juventus in primo luogo per riconoscenza. Un valore che sarebbe bene riportare a galla. E poi volevo dimostrare concretamente che i valori del calcio in cui credo potevano essere non solo declamati teoricamente ma praticati. Il calcio non è solo business, è anche sentimenti”. Da parte di Buffon immancabile un pensiero sul caso Totti:di Francesco penso quello che pensano tutti. Che è unico. E che una storia come la sua non la scriverà più nessuno. Al tempo stesso penso che il bene primario è la Roma. E che Spalletti lavora con coerenza per assicurare questa priorità. Sarà Totti e solo lui a decidere quando smettere. E ho sentito che anche l’allenatore la pensa come lui. Insomma in questa confusione io penso che abbiano ragione tutti e due ma che non si siano capiti. L’attaccante che più mi ha fatto soffrire in carriera? Bobone Vieri nel momento del suo massimo fulgore e Ronaldo il fenomeno. Loro due mi toglievano il sonno”.