Sabato 10 Dicembre

Inter, assurdo Felipe Melo: “senza calcio sarei diventato un assassino”. Poi la marcia indietro…

LaPresse/Spada

Rivelazioni shock da parte del centrocampista dell’Inter Felipe Melo: il brasiliano prima svela che senza calcio sarebbe diventato un assassino poi fa marcia indietro…

LaPresse/Daniele Bottallo

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Felipe Melo-assassino, confessioni assurde –Se non fossi diventato un calciatore sarei diventato un assassino perché vivevo in una delle favelas più pericolose, girava droga e armi, ho lasciato quella vita per andare a lavorare, inseguire un sogno. Dopo il Flamengo è arrivato il Cruzeiro dove ho vinto il Triplete, che in Brasile è una cosa pazzesca. Avevo solo 17 anni e per me era tutto nuovo, una squadra nuova, una città nuova”. Confessione shock firmata Felipe Melo. Il centrocampista dell’Inter ha parlato anche della sua infanzia nel corso di un’intervista rilasciata a Sky Sport.

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Felipe Melo, marcia indietro – Le parole di Felipe Melo hanno subito fatto il giro del web, ed il centrocampista brasiliano, avvisato forse della gravità di quanto affermato, ha poche ore dopo ritrattato attraverso il proprio profilo Facebook: “So che alcune persone devono essere rimaste scioccate delle mie dichiarazioni riguardo al fatto che se ne fossi un giocatore sarei un assassino, ma mi spiego. Ho concesso un’intervista a un mezzo di stampa italiano, parlando in italiano e, in quel momento, non trovavo la parola nella lingua. In realtà volevo dire che se non fossi un giocatore sarei potuto restare invischiato nel mondo del crimine, perché le occasioni positive in una comunità come quella di São Gonçalo, dove vivevo quando giocavo nel Flamengo, non sono molte, ma non avrei mai il coraggio di uccidere qualcuno.

LaPresse/ Valter Parisotto

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Felipe Melo ritratta – Di certo – prosegue Melo nella tradizione del post su Facebook riportata da CalcioMercato.com – non sarei un assassino. Ho sempre rispettato il mio corpo e arrivo a 32 anni giocando ad alti livelli. Sono felice di essere titolare in una squadra come l’Inter e non permetterò che questa cosa rovini il mio momento. Ma non do colpe al canale, perché sono stato io a esprimermi in maniera sbagliata. Non mi piace mai perdere, ecco perché la mia voglia e la mia determinazione in campo, ma sono un bravo ragazzo, che ama sua moglie e i suoi quattro figli. Di certo l’essere competitivo mi ha portato a questa grande vittoria nella vita personale e professionale