Giovedi 8 Dicembre

Il BiciRino punito: è tutta colpa della giovane Van den Driessche?

Lo avevamo annunciato: puntuale è arrivato. Il primo caso di “BiciRino” (bici-motorino) punito. Ma la verità è un’altra. Ne siamo sicuri.

Era solo questione di ore. Infatti è arrivata. La prima condanna per frode tecnologica. Stiamo parlando del famigerato “BiciRino!” La belga Femke Van den Driessche, 19 anni appena, è stata “beccata” e squalificata per ben 6 anni. Aveva un motorino Vivax, batteria nel reggisella e comandi bluetooth. Ora, la domanda è: può questa ragazza di soli 19 anni avere fatto tutto questo da sola?

Femke Van Den DriesschePensiamo davvero che Femke sia la sola responsabile di quanto si è visto? Mondiale di ciclocross. Stiamo parlando di un mondiale. Stiamo parlando di motorini in una bici. Stiamo parlando di cose che qualcuno ha detto succedano regolarmente nelle corse in bicicletta già da 10 anni. E accettiamo il fatto che la sola persona punibile sia la signorina Van den Driessche? È in questi frangenti che il ciclismo perde. Non è tanto per il motorino trovato. Non è tanto perché la ragazza ha 19 anni. Il ciclismo perde quando cerca di far credere di avere trovato “la strega” da bruciare sul rogo. Così non è! Non è bruciando Femke sul rogo per 6 anni che il ciclismo tornerà ad avere credibilità. Occorre chiedersi: a chi avrebbe giovato la vittoria di Femke, chi potrebbe averle suggerito questa scorciatoia, chi l’ha aiutata nell’installazione e nel montaggio dell’attrezzatura tecnica di questo Vivax, chi ha pagato tutta l’operazione di frode tecnologica? Sempre e solo lei, la diciannovenne Femke? Se così fosse, guardate in alto: forse potreste vedere degli asini che volano.