Sabato 3 Dicembre

Iannone-Dovizioso come Rossi-Stoner: adesso di chi è la colpa?

LaPresse/Simone Rosa

La storia si ripete, questa volta cambiano però i protagonisti: da che parte si schiereranno i tifosi?

Era il 2011. Si correva a Jerez de la Frontera. A un certo punto della corsa, mentre Stoner e la sua Honda sono in seconda posizione, ecco arrivare Valentino Rossi, che entra in curva con esagerato ottimismo, si stende, e stende Casey, incolpevole.

dovizioso1La situazione è molto, molto simile a quello che è successo fra Iannone e Dovizioso nella gara di ieri. Un pilota è davanti, in vantaggio, e sta impostando la sua curva; quello dietro arriva e con una manovra azzardata stende chi lo precede. Ora, veniamo al “dopo-gara”. Tutti, o quasi, in Italia, presero le difese di Valentino. Come sempre. Come è ovvio. Come è doveroso che sia. Rossi disse: “sono partito subito veloce sull’asfalto bagnato, all’inizio della gara, ma ho commesso un errore in frenata e sono caduto. Sfortunatamente ho coinvolto anche Stoner“. Un vero innocente. E nessuno si guardò bene dal contraddirlo. Stoner, con una appuntita frecciata piscologica, disse questo a Rossi: “la tua ambizione supera il tuo talento”. L’Italia intera, coi fatti, si schierò dunque dalla parte di Valentino, cioè dalla parte di chi entra in curva, e come è sacrosanto che sia, ci prova, perché questo è il motociclismo, mica roba da femminucce, e quindi se poi cade e tira giù anche chi lo precede non ha nessuna colpa. Siamo molto curiosi di vedere adesso, nel caso Ducati, da che parte si schiererà l’Italia Rossi-dipendente. Dovrebbe stare, logicamente, tutta dalla parte di Iannone. Però non sembra sia così. Come mai? Esistono verità diverse a seconda del personaggio coinvolto? Se così fosse sarebbe la dimostrazione che in Italia la giustizia non è davvero mai uguale per tutti. Ma forse questo già lo sapevamo. Purtroppo.