Giovedi 8 Dicembre

Golf: qualche difficoltà per Spieth all’Augusta Masters, ma rimane al comando

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Jordan Spieth sempre al comando, ma con tanta fatica. Prodezze del 58enne Langer, recupera Jason Day, cede Rory McIlroy

Jordan Spieth, sia pure tra molte difficoltà,  è rimasto ancora al comando con  213 colpi (66 74 73, -3) nell’80° Masters Tournament, primo major stagionale che si conclude con la disputa del quarto giro all’Augusta National GC (par 72) di Augusta in Georgia. Il 23enne texano di Dallas, numero due mondiale e campione uscente, ha fatto e disfatto il suo score sulla seconda metà del tracciato, prima portando a quattro colpi il vantaggio sugli inseguitori a due buche dal termine, poi ritrovandosene tra le mani uno solo su Smylie Kaufman (214 – 73 72 69, -2) e con un classifica che ha aperto la caccia al titolo a tanti interlocutori,  perché ne ha lasciati tre (un bogey e un doppio bogey) tra gli alberi del mitico percorso voluto dall’altrettanto mitico Bobby Jones.

Kaufman, 25enne di Birmingham (Alabama) con un titolo conquistato in questa stagione (Shriners Hospitals for Children Open), unico a scendere sotto i 70 colpi (69, -3) in un turno ancora una volta disputato con il vento a farla da protagonista indesiderato, è stato la sorpresa, ma i titoli di copertina vanno sicuramente al tedesco Bernhard Langer, che a 58 anni avrà la possibilità di competere per la “giacca verde”, simbolo del vincitore di Augusta, grazie a un ottimo 70 (-2) che l’ha proiettato dal 15° al terzo posto con 215 (-1) insieme al coriaceo giapponese Hideki Matsuyama, uno solido e che non arretra davanti a nulla.

LaPresse/XinHua

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La frenata di Spieth ha riaperto la porta all’australiano Jason Day, leader del World ranking, quinto con 216 (par) insieme con Dustin Johnson, che proverà a togliersi di dosso l’etichetta di giocatore incapace di gestire la pressione nel finale di un major, e con l’inglese Danny Willett.

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Altro evento inatteso, tra le tante emozioni, il crollo del nordirlandese Rory McIlroy, terzo nella graduatoria mondiale, franato dalla seconda all’11ª posizione con 218 (+2) dopo un devastante 77 (+5) e rianimato in extremis proprio dalle disavventure di Spieth. E’ un po’ lontano e le previsioni meteo, ossia ancora vento anche se forse meno forte, lasciano pochi spazi all’eventualità di uno score miracoloso del quale avrà sicuramente bisogno.

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Sparsi lungo la graduatoria altri concorrenti che avrebbero dovuto contribuire a scrivere la storia di questo Masters e che invece hanno proceduto a sprazzi. E’ il caso dell’inglese Justin Rose e dell’argentino Angel Cabrera, 13.i con 219 (+3), del sudafricano Louis Oosthuizen e dell’inglese Paul Casey, 16.i con 220 (+4), dell’australiano Adam Scott, 34° con 223 (+7), di Patrick Reed e di Keegan Bradley, 38.i con 224 (+8). Decisamente in ombra lo svedese Henrik Stenson e lo spagnolo Sergio Garcia, 43.e con 225 (+9), Bubba Watson, 48° con 226 (+10), il tedesco Martin Kaymer, 52° con 228 (+12), il thailandese Thongchai Jaidee e l’inglese Ian Poulter, 53.i con 229 (+13).

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Jordan Spieth, che da sette giri è in vetta al Masters, compresi i quattro che lo hanno portato al titolo lo scorso anno, il massimo nella storia del major, ha siglato un 73 (+1) nato da un singolare mix di colpi sbagliati e prodezze. Due birdie e un bogey in uscita per un parziale di 35 (-1), poi una pazza altalena con un doppio bogey alla 11ª, tre birdie nelle successive quattro buche che sembravano aver messo in ghiaccio il titolo,  quindi gli incubi sulle ultime due, come detto con bogey e doppio bogey.

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“Mi sono espresso meglio di quanto non dica lo score – ha affermato – e ho ritrovato il feeling con i ferri che era stato il mio tallone d’Achille per metà gara. Il finale, però, è stato davvero amaro: avere un vantaggio di quattro colpi e poi ritrovarsi d’improvviso con uno solo è difficile da ingoiare. Sono in testa da 54 buche e se me lo avessero pronosticato all’inizio della settimana sarei stato più che felice, ma in questo momento i miei sentimenti sono piuttosto contrastanti. Non so che cosa sia successo nelle ultime due buche. Ho eseguito i due drive allo stesso modo degli altri precedenti, che erano andati bene, e invece sono venite fuori due palline tra gli alberi con le conseguenze che avete visto. Ora la situazione è veramente complicata”. In caso di successo Spieth tornerebbe numero uno mondiale solo con Day classificato dopo il quinto posto, mentre l’aiuterebbe a infilare la giacca verde Bubba Watson, Masters Champion nel 2014.

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Jason Day, abbastanza regolare nei punteggi, ha confezionato il 71 (-1) con quattro birdie e tre bogey. Ha parlato innanzi tutto di Langer, con cui ha giocato: “E’ stato impressionante quello che ha fatto vedere Bernhard e peraltro mi ha anche battuto. Conosce perfettamente quali sono i suoi punti di forza e di debolezza, sa sempre qual è il colpo giusto da eseguire. Un grandissimo che merita di lottare domani per il titolo, come faremo tutti del resto. Io mi sono imposto la pazienza, riducendo al minimo gli errori e senza mai forzare la ricerca del birdie, un atteggiamento che ha pagato rimettendomi in corsa”.

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Rory McIlroy, dopo aver segnato almeno un birdie negli ultimi 80 giri effettuati in gare major, ha visto la striscia interrompersi. Ha avuto una occasione abbastanza facile sull’ultima buca per proseguirla, però ha mancato anche quella dopo tre bogey e un doppio bogey. “E’ solo una giornata da dimenticare in fretta. In realtà sarei stato molto peggio moralmente se non avessi assistito a quanto è accaduto a Spieth, invece mi è almeno rimasta la consapevolezza di essere ancora in lotta per la vittoria. Domani dovrò adottare una tattica molto aggressiva, un po’ rischiosa, ma non ho niente da perdere”.

Il montepremi è di 10.000.000 di dollari, pari a quello di altri due prossimi major, l’US Open e il PGA Championship, e inferiore solo a quello del The Players Championship (12-15 maggio), il più ricco in assoluto con 10.500.000 dollari.