Mercoledi 7 Dicembre

Gli occhi dei piloti: la sola cosa che rimane in vista

La sola cosa che rimane in vista dei piloti: lo sguardo

Ieri, poco prima della partenza della seconda gara di SuperBiKe in quel di Assen, mentre dalla griglia di partenza si allontanavano pian piano meccanici, ingegneri e ombrelline, ci siamo resi conto di una cosa banale, ma fondamentale.

jonathan rea1Stavamo assistendo agli ultimi secondi prima del via, e in quel momento era inquadrato Johnny Rea. Anzi, erano inquadrati gli occhi di Johnny Rea. Il resto era una tuta colorata, un casco, dei guanti e degli stivali. Avrebbe potuto essere chiunque. Ma lo sguardo, quello strano incrocio fra un bimbo un po’ spaurito e una belva pronta a scattare per procurarsi del cibo, ecco, quello sguardo era qualcosa di unico, era il DNA di Johnny Rea. Così, immediatamente, ci è venuto in mente che la sola cosa che rimane bene in vista dei piloti, di questi eroi della velocità, è proprio il loro sguardo. I loro occhi fissi, direzionati chissàdove, che stanno vedendo chissàcosa. Che sia MotoGP, Formula 1 o SBK, sono gli occhi dei piloti il solo “senso” ben visibile e non protetto che è possibile scrutare a noi spettatori.

LaPresse/ZUMAPRESS.com

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Si dice che lo sguardo sia lo specchio dell’anima. Forse è questa la ragione per cui non vediamo null’altro che gli occhi, quando guardiamo i piloti al via. Forse è per questo che l’ultimo ricordo di Ayrton Senna è proprio i suo sguardo poco prima del via a Imola, un attimo prima di calarsi il casco in testa.