Mercoledi 7 Dicembre

F1, Carlos Sainz rivela: “da piccolo vedevo Alonso come un Dio. Verstappen? Tutti aspettano il caos”

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Il pilota della Toro Rosso svela la sua infanzia e gli idoli di una vita, spegnendo poi le polemiche sul suo rapporto con Max Verstappen

Una vita trascorsa a bordo pista, poco male se fosse di rally piuttosto che di Formula 1. L’amore per le corse è nato piano piano, sempre più forte e sempre più grande, grazie a papà Carlos, capace di trasferirgli la passione per i motori.

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Papà è stato un esempio perfetto di professionista fuori e dentro la macchina. Osservandolo, ho saputo come comportarmi fin da quando avevo dieci anni. Senza i suoi consigli, non sarei arrivato dove sono“. Carlos Sainz Junior deve tutto a suo padre, nello spogliatoio dove si prepara prima dei gran premi c’è da quest’anno appesa una bandiera spagnola, un omaggio al genitore che con quel «portafortuna» ha festeggiato i suoi 26 trionfi nei rally e due titoli mondiali. Avrebbe potuto scegliere il rally e invece no: “in effetti mio padre ha provato a tentarmi! La prima volta che sono salito al suo fianco su una vettura da corsa – rivela il pilota della Toro Rosso ai microfoni della Gazzetta dello Sport – in occasione di un test, ero piccolissimo. Guidava una Ford Focus Wrc, ricordo che provai una sensazione pazzesca. Poi è successo ancora. Ma, non so perché, la Formula 1 mi ha attirato sempre un po’ di più. Alonso? L’ho conosciuto la prima volta al Montmelò nel 2005. Lo guardavo come se fosse Dio. Mi sono detto: “Voglio diventare come lui”.

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Dieci anni dopo, sulla stessa pista, mi sono ritrovato quinto al via con la Toro Rosso. Un momento speciale”. Tra i suoi idoli ci sono anche Rafa Nadal e il compianto golfista Saveriano Ballesteros, tuttavia Sainz svela: “Alonso, Vettel e Hamilton sono un gradino sopra tutti. Però, ora che sono qui, non voglio copiare quello che fanno Fernando o gli altri. Vorrei coltivare un mio stile, il nome Sainz, e diventare un buon pilota”. Infine Sainz analizza il suo rapporto con Max Verstappen: “tutti aspettate che esploda il caos, ma in realtà la situazione fra di noi non è cambiata. Ciascuno dei due vuole battere l’altro, come succede sempre fra compagni di squadra, e perciò spingiamo molto per essere davanti. Ma fuori non c’è tensione.

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La Toro Rosso può lottare con Force India, Williams e Red Bull, che sta migliorando anche di motore. Nel nostro caso c’è un grande appoggio della Ferrari e questo fa piacere“.