Domenica 11 Dicembre

F1, Arrivabene sicuro: “in Cina avremmo vinto senza quell’inconveniente al via”

LaPresse

Il giorno dopo il Gp di Shanghai, Maurizio Arrivabene analizza la prestazione dei due piloti Ferrari, esprimendo le sue considerazioni

Il contatto al via, la sfortuna, le rimonte, il sorpasso su Hamilton e il podio. La gara delle Ferrari in Cina si racchiude tutta qui, in un incidente alla prima curva tra Raikkonen e Vettel che rischia di rovinare la corsa di entrambi, in due rimonte fantastiche e in due risultati davvero niente male, a cui si aggiunge lo splendido sorpasso del finlandese su Hamilton.

LaPresse/Photo4

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Maurizio Arrivabene, tuttavia, non appare del tutto soddisfatto, consapevole che senza quell’inconveniente al via le cose sarebbero potute andare diversamente. “È stato uno di quegli incidenti che purtroppo fanno parte delle corse. Certo, quando vedi un tuo pilota che colpisce il compagno di squadra non è mai una buona notizia. Cosa volete che aggiunga?” commenta Arrivabene ai microfoni di Motorsport.com. “Puntare il dito contro qualcuno non è corretto. È vero che Kvyat è entrato in curva ad una velocità notevole, ma credo che Seb o Kimi in quella circostanza avrebbero fatto lo stesso. Se si vuole difendere la propria posizione (il riferimento a Vettel) cerchi di farti spazio, ma sfortunatamente in quello spazio c’era Kimi. Queste sono le gare. Finora siamo saliti sul podio ma purtroppo ancora non sul gradino più alto. Sfortuna? Diciamo che è frustrante quando accadono imprevisti e sai di avere una buona macchina, ma non ci resta che continuare a lavorare e prima o poi arriverà anche la vittoria. Dico che in Cina, in circostanze normali, avremmo avuto una chance molto buona per vincere.

LaPresse/Reuters

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Cosa ci ha detto il presidente Marchionne? Non era felice. Come d’altronde anche io non sono felice. Ha visto la gara e quello che è accaduto. Possiamo dire tante cose, ma di fatto non cambia nulla. Episodi come quello di oggi vanno accettati, ma ovviamente il Presidente non era contento. Tra l’altro – conclude Arrivabene – se lo fosse stato mi sarei chiesto se quello davanti a me era davvero il nostro presidente…”.