Lunedi 5 Dicembre

F1, Arrivabene rivela: “con il sorpasso in pit lane, Vettel ha dimostrato perchè ha quello stipendio”

LaPresse/Photo4

Dopo il Gp di Shanghai, Maurizio Arrivabene esprime la sua soddisfazione per la prestazione dei due piloti, individuando però anche le lacune da colmare

Il Gp di Shanghai è in archivio, la Ferrari lascia la Cina con la consapevolezza di aver fatto il massimo pur con i tanti errori in pista che hanno condizionato i piazzamenti finali dei due piloti che, senza quel contatto alla prima curva, avrebbero potuto lottare per la vittoria.

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Maurizio Arrivabene non fa drammi ma sottolinea le lacune da colmare: “in qualifica potevamo puntare alla pole. Dai calcoli che avevamo fatto dovevamo essere ad un decimo dalle Mercedes, un margine che con una spinta finale del pilota può anche azzerarsi” sottolinea Arrivabene ai microfoni di Motorsport.com. “Poteva starci. Ma sia Seb che Kimi stanno lavorando duro, vengono regolarmente a Maranello e passano molto tempi con i loro ingegneri. In gara i piloti sono stati bravi, ho visto fare anche una cosa eccezionale a Seb, quando in pit-lane ha passato due monoposto. Dimostrando perché oggi il suo stipendio è più alto di quello di Sainz, accodatosi invece a Hulkenberg. Tra Vettel e Raikkonen non ci saranno ripercussioni dopo il contatto, si son chiariti subito. Kimi non era ovviamente al settimo cielo, ma è un ragazzo capace di voltare pagina e guardare avanti”.

vettel1 L’affidabilità è il punto debole della Ferrari targata 2016, Arrivabene però spiega: “in Australia l’inconveniente è stato legato all’elica del turbo, in Bahrain al software. In Cina era importante ritrovare l’affidabilità, e su questo fronte abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Era un passaggio importante, perché credo che sul fronte della performance ci siamo avvicinati molto. Questa Mercedes è la squadra più forte vista negli ultimi dieci anni di Mondiale, e per batterla è necessario prendersi qualche rischio. Novità a Sochi? Ci sarà qualcosa, ma nulla di grande portata. Abbiamo deciso da tempo la filosofia di una sviluppo graduale, perché quando inizi una stagione con un progetto del tutto nuovo, non ha senso portare dei “pacchetti” evolutivi. Bisogna lavorare passo dopo passo, imparando a conoscere la monoposto e lavorando sui punti che vengono identificati come migliorabili. Fare grandi salti rischia di far perdere la direzione”.