Domenica 11 Dicembre

F1 – A tutto Rosberg: “da bambino andavo in vacanza con Hamilton. L’idolo? Hakkinen, il futuro in Mercedes”

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In un’intervista rilasciata a Sportweek, Nico Rosberg racconta la propria vita, sottolineando di esser diventato il pilota che è quando ha battuto per la prima volta in Mercedes Schumacher

Momento d’oro, periodo di forma o semplicemente schiacciante superiorità. Chiamatelo nel modo che vi viene più congeniale, ma questo inizio di stagione di Nico Rosberg è davvero esaltante. Tre vittorie nei primi tre Gran Premi di questo 2016 che, sommate ai successi del 2015, fanno sei affermazioni consecutive: davvero niente male! Lewis Hamilton arranca, Rosberg vola, deciso a mettere fine a quel digiuno di titoli mondiali che gli ha regalato uno dei primati poco invidiabili nel mondo delle corse, quello di pilota con più vittorie senza aver mai vinto il Mondiale.

 LaPresse/PA

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Un mondo delle corse scoperto da bambino, ammirando il padre Keke sfrecciare sulle Dtm: “la scintilla con il mondo delle gare è scattata vedendo mio padre – commenta Nico Rosberg durante un’intervista rilasciata a Sportweekma non in Formula 1 perchè quando sono nato io era quasi alla fine di quella storia lì. Avevo dieci anni e gareggiava nel DTM, mi ha affascinato e ho voluto intraprendere quella strada iniziando dai kart. Sono diventato Nico, e non più il figlio di Keke, quando sono arrivato in Mercedes e ho iniziato a mettermi dietro Michael Schumacher. Battere il miglior pilota della storia ha dato la misura del mio personaggio. Poi comunque essere il figlio di un ex campione del mondo mi ha aiutato fin dai kart, quando a dodici ani già avevo molti sponsor. In Formula 1, poi, sono arrivato si dopo la vittoria del titolo in Gp2, ma mio padre conosceva benissimo Frank Williams, e quello è stato un vantaggio. Se mi fossi chiamato Mr. Schmidt magari non mi prendevano“.

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Con Lewis Hamilton il rapporto inizia durante il periodo nei kart, gareggiare contro di lui a quei tempi era tutta un’altra storia: “con Hamilton mi son divertito molto a correre nei kart, avevamo un legame genuino e diverso da quello che abbiamo oggi. Andavamo in vacanza insieme ed era bello, oggi con team di 700 persone intorno, sponsor e denaro è tutto diverso. Da piccolo il mio idolo era Mika Hakkinen, anche perchè mio padre era il suo manager. Ogni vittoria sua era una vittoria di mio padre, e in più andava anche molto forte. Il momento più bello in Formula 1? Vincere a casa mia, al Gp di Monaco.

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Rosberg e l’Italia, un rapporto che va oltre la sfida con la Ferrari: “tutti i miei amici sono italiani, perchè proprio con un italiano io mi sento a mio agio, cosa che con succede con un tedesco o un inglese. Ho visitato Milano e Napoli, due città bellissime. Futuro in Ferrari? In F1 ci sono due team competitivi, ma io ho firmato un contratto lungo con la Mercedes e qui mi trovo benissimo. Poi per un tedesco, essere in una scuderia tedesca è il top. Dopo la Formula 1? Vorrei rimanere nel mondo dello sport, seguire qualche giovane pilota. Investo i miei soldi per dare un avvenire a mia figlia, so di essere un privilegiato ma non sono un ipocrita. La vita che faccio costa, a partire dall’affitto dell’appartamento a Monaco, per questo vorrei investire bene il mio denaro per permettermi questo lusso per tutta la vita”.