Lunedi 5 Dicembre

Ciclismo, le dichiarazioni shock di Di Luca: “l’ambiente ti sollecita a doparti”

LaPresse/Fabio Ferrari

Bestie da vittoria: Danilo Di Luca racconta in un libro il doping nel mondo del ciclismo

Sempre più frequenti i casi di doping nel mondo del ciclismo. Ultimamente il doping si è evoluto, diventando tecnologico: i ciclisti iniziano a capire che assumendo sostanze dopanti fanno solo del male a loro stessi, ma la voglia di vincere è tanta e quindi ricorrono ad altri tipi di trucchetti, come i motorini nascosti nelle bici. Prima di arrivare al doping tecnologico però, i corridori che volevano “vincere facile” potevano ricorrere solo a sostanze che li aiutavano a migliorare le loro prestazioni.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Ultime le dichiarazioni scioccanti di Danio Di Luca nel suo libro autobiografico: “Bestie da Vittoria”. Di Luca è stato squalificato a vita perchè risultato positivo al Cera al Giro d’Italia del 2009 e all’Epo nell’edizione del 2013. Nel suo libro Di Luca racconta di non essere pentito, e incolpa l’ambiente del ciclismo: “il ciclismo di oggi non è più lo sport che ho amato. Sono stanco della solitudine, della menzogna di nascondermi. Nel ciclismo tutti sanno la verità, ma la verità è inaccettabile. Quando i direttori sportivi dicono “non so niente”, mentono. L’ambiente non ti obbliga a doparti, ti sollecita, il campione crea un indotto che dà da mangiare a un sacco di famiglie“, spiega. “Se non mi fossi dopato non avrei mai vinto. Non mi pento di niente. Ho mentito, ho tradito, ho fatto quello che dovevo fare per arrivare primo“, dice anche nel suo libro Di Luca.