Martedi 6 Dicembre

C’era una volta il Palermo: ascesa e caduta libera firmata Zamparini

anastasi davide

Il Palermo vive un periodo nero che non sembra avere fine: 11 partite senza vittorie, 9 cambi di allenatore, aspra contestazione dei tifosi, terz’ultimo posto e un presidente che sembra ormai arrivato al capolinea

lo-zamparini-furioso-mette-dybala-all-asta-juve-in-attesaC’era una volta il Palermo, quello di Miccoli, Toni, Pastore, la squadra che giocava il bel calcio, incantava, divertiva e vinceva. Il Palermo della finale di Coppa Italia 2011 e della qualificazione in Europa League della stagione successiva. C’era una volta il Palermo, una società, una storia, una realtà del sud Italia che quest’anno rischia di spegnersi fra le fiamme dell’ira del suo presidente. Proprio Zamparini che ha reso grande questa squadra, rilevandola nel luglio 2002 e iniziando un percorso fatto di grandi soddisfazioni, adesso la sta portando a fondo, vittima del suo carattere, dei suoi continui colpi di testa, della sua poca pazienza e forse della disaffezione che ormai il burbero presidente ha verso la sua creatura. E pensare che Palermo era diventata un crocevia importante per grandi calciatori: i tifosi rosanero ricordano le magie dei già citati Miccoli e Pastore, i gol di Toni e Dybala, la breve parentesi di Cavani poi diventato grande a Napoli, il pacchetto difensivo “Grosso – Barzagli – Zaccardo” laureatosi campione del mondo con l’Italia nel 2006.

zamparini29Adesso il Palermo si ritrova lì: terz’ultimo in classifica, a pari punti con il Carpi una squadra molto meno blasonata, ma con una differenza reti che lo condanna, il secondo peggior attacco come la seconda peggior difesa, 11 partite di fila senza vittoria che sembra ormai un lontano ricordo, tanto quanto quello del glorioso passato rosanero. Ci si potrebbe attaccare alla sfortuna, ai freddi numeri nella casella dei gol subiti (57) e alle desolanti cifre di quelle dei gol segnati (29) o alla bassa caratura della rosa, ma la realtà è che il tonfo del Palermo coincide con la caduta libera di Zamparini, croce e delizia, salvagente o zavorra dei rosanero. Un presidente che preferisce nascondersi dietro l’alibi degli allenatori: 9 cambi di panchina quest’anno, mandato in fumo il progetto di Iachini, umiliato Ballardini, richiamato insultato e licenziato ancora Iachini, un mese per eliminare Novellino colpevole di aver preso una squadra allo sbando, uno spogliatoio spaccato, una realtà contestata e non aver risolto tutto in 4 partite. Non citiamo nemmeno la breve parentesi di tutti gli altri.

LaPresse/Gian Mattia D'Alberto

LaPresse/Gian Mattia D’Alberto

Palermo trascinato a fondo da un presidente che preferisce nascondersi dietro gli alibi degli allenatori  “incapaci”, che non ha pazienza di far lavorare che davanti a risultati negativi preferisce mandare all’aria tutto in un impeto di rabbia al posto di fare da scudo alla polemica che investe la propria squadra. Capire cosa passa nella testa di Zaparini sarebbe un’impresa ardua anche per Cal Lightman. Forse il Palermo si salverà a fine anno per demeriti degli altri, forse riuscirà a fare un mezzo miracolo in queste ultime 6 gare e a raddrizzare una stagione storta o forse no, ma a pensarci bene, quel tifoso che qualche mese fa aveva dichiarato “meglio in Serie B che in Serie A con lei presidente“, non aveva tutti i torti.