Lunedi 5 Dicembre

Caso Panama Papers, Messi e Platini si difendono dalle accuse di evasione fiscale

LaPresse/Reuters

Il fuoriclasse argentino Leo Messi e l’ex stella dell Juve, Michelle Platini, rispondono alle accuse di evasione fiscale in merito al caso Panama Papers

LaPresse/Xinhua

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Lionel Messi e Michel Platini al contrattacco nel caso Panama Papers. I nomi dell’attaccante argentino e del dirigente francese figurano fra coloro che si sarebbero avvalsi dei servizi dello studio panamense Mossack Fonseca, specializzato in operazioni offshore. Messi e il padre in particolare, il 13 giugno 2013, il giorno dopo la formalizzazione delle accuse di frode fiscale per 4,1 milioni di euro da parte dell‘Agenzia delle Entrate spagnola, avrebbero messo su una società panamense per fatturare i proventi dai diritti d’immagine alle spalle dello stesso fisco spagnolo. Stando al quotidiano catalano “Sport“, il giocatore si appresterebbe ora a querelare i media dell’ICIJ, il Consorzio internazionale dei giornalisti investigativi che hanno portato alla luce i documenti che lo riguarderebbero.

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E lo stesso Jorge Messi, papà del fuoriclasse argentino, conferma: “sono tutte bugie, create a partire da qualcosa di assolutamente trasparente. Il Fisco spagnolo ha tutto sotto controllo dal 2013, non c’è niente di vero e queste persone dovranno risponderne penalmente“. Per quanto riguarda Platini, sarebbe ricorso allo studio Mossack Fonseca perchè lo aiutasse a gestire una società di copertura creata a Panama nel 2007. Ma l’ex fuoriclase della Juventus, attraverso i suoi legali, fa sapere che “tutti i suoi conti e attività sono a conoscenza delle autorita’ fiscali svizzere, dove è residente dal 2007” e, come Messi, minaccia querela. (ITALPRESS)