Giovedi 8 Dicembre

Autostrade intasate: In Italia appena 18 cm per ogni auto in circolazione

La situazione delle autostrade italiane è una delle peggiori in Europa a causa del poco spazio a disposizione sulla nostra rete infrastrutturale

Appena 18 cm di spazio in autostrada per ogni auto circolante in Italia: questa è la critica, anche se paradossale situazione in cui versano le nostre infrastrutture stradali e in particolare la nostra rete autostradale.  A dirlo è un recente studio condotto dalla Continental che ha utilizzato i dati diffusi dall’Istat che posiziona il nostro Paese in fondo agli altri stati europei, dove la media è alta il doppio con 36 cm autostradali pe rogni automobile.autostrade 2

Ovviamente sembra assurdo immaginare tutte le auto circolanti in Italia percorrere nello stesso momento la nostra rete autostradale, ma questo paragona può  darci una chiara idea sul livello delle nostre infrastrutture. Basto pensare che il paese europeo più virtuoso da questo punto di vista è la Croazia con 36 cm per ogni automobile, seguito da  Slovenia (72 cm), Portogallo (66 cm), Cipro (54 cm) e Danimarca (52 cm).  Alla fine della classifica troviamo appunto l’Italia, con i giù citati 18 cm, migliore solo di Lituania, Repubblica Ceca, Regno Unito, Romania e Polonia.

Analizzando invece la situazione nella singole regioni italiane scopriamo una situazione decisamente differente a seconda della zona dell’Italia che prendiamo in esempio.  La Val d’Aosta vanta infatti 87 cm per ogni auto, proprio come la Croazia, mentre regioni  come Lazio (13 cm), Lombardia e Umbria (10 cm) e Basilicata (8 cm) se la passano decisamente male.

A far riflettere sono i dati relativi al Lazio e alla Lombardia, due tra le regioni con il parco auto circolante decisamente più ampio,  fatto che evidenzia come la rete stradale in questi territori sia decisamente sotto dimensionata per il numero di auto in circolazione.

Analizzando la situazione possono emergere due sole possibili soluzioni: la prima è quella di aggiornare la rete autostradale, incrementandola con nuove ed utili tratte, senza tralasciare l’aggiornamento di quelle già esistenti. Un  altro passo da fare sarebbe quello di investire maggiormente sui trasporti alternativi, tra cui quelli pubblici, in particolar modo i treni ad alta velocità e quelli regionali, con questi ultimi che risultano diminuire sempre più con il passare del tempo.