Mercoledi 7 Dicembre

Ausilio a carte scoperte: “Moratti, Thohir, Mancini e il mercato: ecco come nasce la nuova Inter”

LaPresse/De Grandis

Il Direttore sportivo dell’Inter Piero Ausilio svela i piani dell0Unter del futuro: “da Moratti a Thohir passando per Icardi e il mercato. Ecco tutte le verità…”

ausilio-zanetti-inter-agosto-2014-ifa1-610x400Progetti futuri di grande Inter, almeno stando a quanto dichiarato da Piero Ausilio. Se le parole del vicepresidente Javier Zanetti avevano ‘spaventato’ i tifosi nerazzurri, quella rilasciate del direttore dell’area tecnica  ai microfoni di ‘Radio Anch’Io lo Sport’ tranquillizzano i tifosi dell’Inter: “Quando si inizia una stagione si pensa sempre a fare il meglio. L’Inter ha sempre il dovere di pensare di vincere tutte le partite perché questa deve essere la mentalità di una squadra come la nostra. Abbiamo cambiato tantissimi calciatori e iniziato un processo. Le griglie di partenza di agosto erano diverse, ci aspettavano tutti dal quinto posto in giù. Siamo quarti, abbiamo più punti e una posizione migliore dell’anno scorso, siamo in linea con quello che poteva essere la programmazione di inizio anno. Provare a rientrare in Champions era un obiettivo di questa stagione e lo è ancora, giocheremo tutte le partite provandoci perché di sorprese se ne vedono ovunque. Noi ci dobbiamo provare e vedremo alla fine come sarà andata. Cercheremo di rinforzarci ulteriormente per cercare di tornare presto in Champions”.

LaPresse/Spada

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Ausilio parla anche della possibilità di un ritorno sulla poltrone di Presidente di Massimo Moratti: “Ho lavorato benissimo col dottor Moratti e lavoro benissimo con il presidente Thohir, che è azionista di maggioranza e vuole andare avanti con l’Inter, ha detto che sta cercando azionisti di minoranza. Stiamo programmando il futuro dell’Inter e lo stiamo facendo con il presidente Thohir. “Abbiamo deciso di riprogrammare la nuova Inter e bisogna passare attraverso momenti di crescita e anche di difficoltà. Il lavoro sta già dando risultati, abbiamo 13 punti in più rispetto alla stagione passata e 5 posizioni in più. Sono arrivati giocatori di qualità, ma ne è cambiato il 50%. Noi andiamo avanti con Mancini e con questi giocatori e se si potrà miglioreremo qualcosa per il futuro. Ognuno di noi si guarda dentro, Mancini si è dato un voto basso per stimolare ancora di più i giocatori. Ognuno di noi può migliorare: il direttore sportivo, l’allenatore, i giocatori”.

Spada/LaPresse

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Capitolo mercato. “I soldi incassati da Guarin – prosegue Ausilio – non li abbiamo ancora spesi, li spenderemo tra due anni. Eder è un prestito biennale, è stata un’operazione particolare. La cessione di Guarin invece è stata monetizzata subito. I nostri attaccanti non si discutono dal punto di vista qualitativo: ci aspettavamo forse più gol, dal punto di vista realizzativo sono stati un po’ al di sotto delle altre stagioni. Potevamo prendere un centrocampista? Forse sì, ne avevamo anche individuato uno, ma non c’era un regista sul mercato alle condizioni economiche giuste per poter essere preso. In quel momento ci mancavano i gol, abbiamo preso un attaccante diverso da quelli che abbiamo, che può giocare in un 4-2-3-1, attaccante della Nazionale italiana che aveva segnato 12 gol. Avrà tante occasioni in futuro per dimostrare il suo valore. Biglia? Non c’è mai stato l’interesse. C’è un apprezzamento per questo giocatore e per le sue qualità. Provate a chiedere a Lotito però se Biglia è in vendita e quanto eventualmente potrebbe costare”.

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Menzione a parte per Icardi: “Mauro è un giocatore troppo importante per privarsene. Alla sua età ha realizzato già 50 gol, ha una media di un gol ogni due partite. È il capitano e su di lui stiamo costruendo, inserendo elementi adatti a giocare nell’Inter. Stiamo cercando di fare il possibile per tornare presto nelle primissime posizioni. Il voto dell’Inter oggi? 6, la sufficienza è data dal fatto che la posizione rispecchi i valori del campionato espressi ai primi di settembre. Può essere ampiamente migliorato ma non posso parlare di insufficienza. Arrivare dietro Juventus, Napoli e Roma non piace al tifoso, al dirigente e all’allenatore”.