Domenica 4 Dicembre

Atletica: Silvia Salis costretta a saltare Rio 2016

Problemi all’adduttore per Silvia Salis: la martellista azzurra deve rinunciare alle Olimpiadi di Rio 2016

Periodo difficile per Silvia Salis. Dopo i duri momenti che l’hanno vista lottare con la legge a causa delle accuse di eluso controllo antidoping, dalle quali però è uscita innocente, la martellista azzurra deve adesso dire addio al sogno Rio 2016.

LaPresse/Simone Ferraro

LaPresse/Simone Ferraro

Ho un’infiammazione cronica all’inserzione del tendine dell’adduttore. In pratica sento dolore ogni volta che spingo con la gamba destra. Ci convivo da anni, ma ora è diventato insopportabile. E per guarire, mi devo fermare per qualche mese”, ha spiegato l’atleta italiana come riportato sul sito ufficiale della Federazione italiana di atletica leggera. “Dopo Pechino e Londra, Rio sarebbe stata la mia ultima Olimpiade. Era un sogno, un obiettivo, da tanti anni, e rinunciarci è un grande dolore”, ha continuato la Salis. “Vengo da un anno segnato dal processo del TNA. Io e i mie compagni quest’anno abbiamo affrontato accuse pesanti, e accumulato tanta rabbia. Immaginavo di incanalarla negli allenamenti e di smaltirla in pedana, ma non sarà possibile. Già il 2015 in parte era stato compromesso dai problemi fisici, ma ho stretto i denti pensando a Rio, e fatto scelte importanti come quella di trasferirmi”,ha aggiunto Silvia. 

silvia salis1Nonostante i tanti stop and go e tutti i problemi, a inizio anno a Potchefstroom già lanciavo lontano. Il 20 gennaio in Sudafrica ho provato a gareggiare, ma le fitte sono state troppo forti e mi sono arresa. Riesco gestire gli allenamenti curando molto il riscaldamento, ma in gara il dolore è spesso insopportabile. Recentemente mi sono dovuta fermare per un mese, poi ancora per tre settimane”, ha spiegato l’azzurra che poi aggiunge che “la Federazione mi ha messo a disposizione il professor Combi a Milano e il professor Billi a Roma. Il problema però è cronico, si chiama ‘alterazione della sinfisi pubica’, e si cura solo con il riposo. Sto lavorando sull’aspetto posturale, per caricare il meno possibile l’adduttore, ma non posso fare molto altro”.

silvia salis3La martellista italiana però non vuole dire addio alla sua più grande passione e lavorerà sodo per tornare presto in gara: “voglio ripresentarmi in pedana, ma solo quando avrò risolto questo problema. Non posso più pensare di affrontare un’altra preparazione convivendo con il dolore. Ora sono tornata a Genova, e muovo i primi passi in una vita che, per la prima volta in 15 anni di Nazionale, non è scandita dagli allenamenti. Niente lanci, niente palestra… non mi resta che correre, e per una martellista è un bel paradosso. In questo momento ci tengo a dire grazie alle Fiamme Azzurre. Non è un ringraziamento di prassi, ma sincero e voluto a chi da diversi anni è sempre al mio fianco. Non avrebbero potuto mettermi in condizioni migliori, anche nei momenti più difficili”. Silvia Salis però pensa anche ad un possibile futuro fuori dalla pedana: “a 30 anni è normale pensare a un futuro fuori dalla pedana. A me piacerebbe restare in questo ambiente, magari nell’ambito della comunicazione“.

silvia salisPer quanto riguarda il presente invece: “ho del tempo libero. Lo uso per fare una passeggiata al mare o, come è successo di recente, per accettare gli inviti che mi arrivano, anche dall’ambiente televisivo. Da atleti lo sport agonistico è la nostra vita, ma è bene sapere che finirà, e in quel giorno farsi trovare pronti”, ha concluso la Salis.