Sabato 3 Dicembre

Tra sadismo e gogna mediatica, i rigori: lotteria o ‘strumento di tortura’?

I rigori, forse, sono diventati obsoleti visto che viviamo in una società molto diversa da quella che li ha inventati

I calci di rigore sono ancora un valido modo di designare vincitori e vinti? O non sono forse solo un vecchio e cinico retaggio di un calcio che non sapeva regolarsi altrimenti, perché ignorante? Viene da chiederselo sempre più spesso. Ci mettiamo nei panni di società che spendono cifre impossibili per raggiungere un traguardo, e poi, sul più bello, ecco arrivare i rigori. Rigori che distruggono uomini e carriere. Rigori che fanno gioire e piangere.

LaPresse/Davide Anastasi

LaPresse/Davide Anastasi

Rigori come strumento di tortura medievale. Rigori come gogna mediatica senza fine. I rigori, forse, sono diventati obsoleti. Viviamo in una società molto diversa da quella che li ha inventati. Lo diceva e cantava anche De Gregori: “Nino non aver paura di sbagliare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore, un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia” E allora perché continuiamo ad accettare e utilizzare questo antico metodo per decidere chi vince e chi perde una partita di calcio? Esiste l’equivalente dei rigori in altri sport? E siamo sicuri che non si possa davvero inventare un sistema migliore? Magari anche più “sportivo”? A pensare da quanto tempo esistono i rigori e da quanto tempo i tifosi li accettano viene quasi da pensare che ci sia un pericoloso fondo di masochismo nel crudele spettacolo della lotteria dei rigori. Sbagliamo?