Venerdi 9 Dicembre

Top Inter, flop Juve: quando si dice… L’importanza della testa

LaPresse/Daniele Badolato

La forza di volontà può cambiare la realtà che, come accaduto ieri a San Siro, può superare di gran lunga la fantasia

La partita giocata ieri sera a San Siro dimostra che la parte più importante di un essere umano è LA TESTA. Si affrontavano sul campo, 11 contro 11, l’Internazionale di Mancini, a pezzi, e la Juventus di Allegri, sulla rampa di lancio.

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Si era appena giocata la stessa partita a Torino, e il risultato era stato 2-0 per la Juve. Nessuno aveva avuto da recriminare. Ieri ci si aspettava il definitivo tracollo dei nerazzurri. Ieri ci si aspettava la definitiva consacrazione della Juventus. Salvo che poi, come sempre, le partite hanno una loro storia a sé. E così come succede alcune volte, la realtà supera la fantasia. Improvvisamente, una volta dato il fischio d’inizio, le parti si sono invertite. L’ Inter a dominare il campo. La Juve a giocare una delle sue più brutte partite. L’ Inter era scesa in campo. La Juve no. L’Inter aveva la testa concentrata su ogni singolo spezzone di gioco. La Juve sembrava un’altra squadra.

LaPresse/Spada

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Era evidente, dagli spalti, che la differenza in mostra sul campo era dovuta tutta a un’unica cosa: la testa! Come succede nel caso di rimonte memorabili, è proprio quando una delle due squadre pensa di potersi rilassare (Milan-Liverpool) che l’altra, unendo 11 forze di volontà, può ambire al miracolo. Ieri il miracolo non si è completato. La roulette dei rigori ha estratto il numero sfortunato per Palacio. Ma l’impresa dell’Inter rimane. Così come rimane la battuta a vuoto della Juventus. Ora rimane solo da vedere che tipo di influenza avrà questo match sul cammino futuro delle due formazioni. Perché la strada è ancora lunga. Per tutti.