Martedi 6 Dicembre

Sassuolo, Duncan si racconta: “io, il gol al Milan e i videogiochi”

LaPresse - Alessandro Fiocchi

Duncan, in un intervista rilasciata alla Gazzetta, parla del gol al Milan e della sua infanzia, rivelando anche la sua passione per i videogiochi

Alfred Duncan, centrocampista del Sassuolo che ha castigato il Milan nell’ultima giornata di campionato, ha raccontato un po di aneddoti su di sè durante un’ intervista rilasciata ai microfoni de “La Gazzetta dello Sport”. Sulla splendida conclusione che ha sbloccato il match contro il Milan: “se quella palla arriva altre dieci volte, dove finisce? Una volta in porta, tre lì intorno. Le altre sei sì, in curva. Era un calcio d’angolo rischiosissimo: al 50% perfetto, al 50% un contropiede per gli avversari. Ero preparato, avevamo deciso di farlo sul primo angolo da destra mandando a tirare Berardi, un mancino“. In merito alla sua infanzia: “a otto anni i miei genitori mi hanno mandato in un collegio a due ore da casa. Dicevano che sarei stato da solo e avrei imparato di più. Ero il più piccolo e vivevo soltanto lì dentro: dormivo, mangiavo, studiavo, giocavo a calcio. Nient’altro“.

DuncanLa mezz’ala dei neroverdi ha poi raccontato della sua passione per i videogiochi: “li provo tutti, appena posso. Call of duty, GTA, Mortal Kombat, ovviamente Fifa. Gioco anche online, di solito con chi conosco. Se qualcuno vuole fare una partita mi può cercare, magari accetto: sono Fredinho41“. L’ultimo aneddoto è sul suo drone: “Lo uso per fare foto dall’alto e lo porto al campo. Di Francesco ancora non me l’ha chiesto in prestito però a fine allenamento, quando ci mettiamo a tirare le punizioni, lo faccio volare e registro, così a casa riguardo tutto. Il problema è che Consigli a volte lo mira e un giorno l’ha quasi preso. Se lo centra, lo ricompra”.