Sabato 10 Dicembre

Rugby, Nazionale italiana: finisce il rapporto di collaborazione con Jacques Brunel

LaPresse/Alfredo Falcone

Finisce l’era di Jacques Brunel: l’allenatore francese non è più ct della Nazionale italiana di rugby maschile

La Federazione Italiana Rugby ha ufficializzato la conclusione del rapporto di collaborazione con Jacques Brunel, che lascia il ruolo di Commissario Tecnico della Squadra Nazionale.

Atleti e staff nella Nazionale italianaInsieme al CT, che ha guidato la Nazionale in cinquanta test-match nel corso della propria gestione tecnica, conclude la propria esperienza al fianco della Federazione Italiana Rugby anche Philippe Berot che, dal maggio 2012 ad oggi, ha ricoperto il ruolo di assistente allenatore dei trequarti.

Il Presidente federale Alfredo Gavazzi, nel corso di una conferenza stampa tenutasi oggi presso l’NH President di Milano, ha rivolto il proprio ringraziamento al Commissario Tecnico uscente e all’allenatore della linea arretrata azzurra per il lavoro svolto in questi anni: “Ho sempre avuto rispetto e stima per Jacques Brunel, come tecnico e come persona. Insieme, in questi anni, abbiamo attraversato momenti entusiasmanti come le due vittorie nel 2013 o il successo di Murrayfield dell’anno scorso e periodi più complessi. Jacques ha sempre svolto il proprio ruolo con professionalità ed entusiasmo, nell’interesse del rugby italiano.

Sotto la sua guida – ha aggiunto il Presidente federale – quarantatré giocatori hanno debuttato in azzurro e sono state poste le basi per un ricambio generazionale. A nome di tutto il rugby italiano voglio ringraziare Brunel e Philippe Berot per il lavoro svolto. Auguriamo ad entrambi i migliori successi per le loro nuove sfide professionali”. 

RBS 6 NATIONS 2013 : Italia - Irlanda , Festa al villaggio nel dopo partitaJacques Brunel, che aveva assunto l’incarico di Commissario Tecnico a conclusione della Rugby World Cup del 2011 in Nuova Zelanda, ha dichiarato: “è stata una grande esperienza umana e professionale, ringrazio la Federazione per avermi dato questa possibilità e per avermi sostenuto in queste cinque stagioni. Volevamo dare a questa Nazionale un equilibrio nel gioco e l’ambizione di sfidare ogni avversario: non sempre abbiamo giocato il rugby che avremmo voluto, ma lascio un’Italia con la voglia di scendere in campo per imporre sempre qualcosa nei confronti della squadra che ha di fronte. Un vecchio giocatore una volta mi ha detto che il rugby è uno sport dove c’è un pallone e ci sono gli uomini: quando non c’è più il pallone, rimangono gli uomini. Porterò sempre con me il ricordo del rugby italiano e delle persone che sono state al mio fianco in questa avventura”.