Venerdi 9 Dicembre

Omicidio stradale, quali responsabilità per le forze dell’ordine ?

Con l’entrata in vigore del reato di omicidio stradale, cerchiamo di analizzare e comprendere le responsabilità che riguardano le Forze dell’Ordine

L’introduzione del reato di Omicidio Stradale, oltre a portare nuove e più pesanti conseguenze a chi commette un incidente sotto effetto di droghe o alcol, provocando morti o lesioni gravi o gravissime, aumenta di molto la responsabilità delle Forze dell’Ordine chiamate a determinare le colpe di un sinistro.incidenti stradali

Queste ultime, dopo un sinistro mortale o gravissimo, sono chiamate ad redigere un verbale che descrivi la dinamica dell’incidente, individuando cause e colpevoli, magari con l’aiuto di testimoni presenti sul posto. Come da prassi, gli elementi raccolti per ricostruire l’accaduto saranno utilizzati dai periti o anche in tribunale, nel caso si verifichino controversie legali.

Da qui nasce la necessità, da parte della Polizia, di operare con la massima attenzione per stabilire con esattezza  la ricostruzione e attribuire le varie responsabilità dell’accaduto. Dal lavoro effettuato può scaturire infatti una condanna penale e di conseguenza il carcere, che varia a seconda della gravità delle infrazioni commesse.

Per l’omicidio stradale la reclusione può variare da 5 a 10 anni, per le lesioni gravi si va da 1 anno e 6 mesi fino ad un massimo di 3 anni, mentre per quelle gravissime si parte da 2 anni e si possono raggiungere i 4 anni di prigione, se l’accaduto è stato provocato da un guidatore sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o con un tasso di alcol nel sangue che va da 0,8 g/l a 1,5 g/l.incidente agera (2)

Fondamentale il verbale della Polizia anche quando si deve stabilire se l’incidente è avvenuto in determinate condizioni, come ad esempio in un  centro urbano a una velocità pari o superiore al doppio di quella consentita  (comunque non inferiore a 70 km/h), se si percorrono  strade extraurbane a una velocità superiore di almeno 50 km/h rispetto a quella massima consentita, anche se si  attraversa un incrocio con il semaforo rosso, se si circola contromano o si effettua una manovra di inversione del senso di marcia in prossimità o in corrispondenza di incroci, curve o dossi, oppure se si effettua un sorpasso  in corrispondenza delle strisce pedonali  o di linea continua. Se vengono aggiunte  eventuali aggravanti la pena può raggiungere 18 anni.

Per agevolare al meglio il lavoro delle Forze dell’Ordine e assicurare che l’automobilista possa usufruire delle migliori condizioni della strada, gli enti locali e i gestori delle strade dovrebbero prendersi la massima responsabilità del loro operato. Bisogna infatti considerare le cattive condizioni in cui troppo spesso versano le nostre strade, per non parlare dello stato in cui si trova la segnaletica orizzontale e quella verticale, ovvero elementi fondamentali per la sicurezza stradale.