Giovedi 8 Dicembre

Nibali salta il Giro d’Italia? La parola al preparatore Slongo

LaPresse/Reuters

Paolo Slongo spiega le motivazioni per le quali Vincenzo Nibali sta valutando se partecipare o meno al Giro d’Italia

La cancellazione della quinta tappa della Tirreno-Adriatico 2016 ha causato tanto scompiglio nel mondo del ciclismo. C’è chi ha apprezzato la scelta dell’organizzazione, chi avrebbe preferito una alternativa diversa, chi invece non è per nulla d’accordo con questa decisione. Hanno fatto tanto parlare le dichiarazioni di Nibali, dispiaciuto di non poter disputare la tappa più importante, quella più adatta a lui e le reazioni di tanti altri ciclisti.

LaPresse/MAXPPP

LaPresse/MAXPPP

Dopo questo caos, il ciclista messinese ha deciso di valutare se partecipare o meno al Giro d’Italia. “Vincenzo non è al top della forma anche se sta molto bene. Per il tipo di preparazione che ha svolto fino ad adesso siamo ancora in grado di modificare i piani per vederlo eventualmente correre non più al Giro d’Italia ma al Tour de France“, ha dichiarato il preparatore dell’Astana e dello “Squalo dello Stretto” in un’intervista a “Ultimo Chilometro”.

LaPresse/Belen Sivori

LaPresse/Belen Sivori

Dopo la Tirreno-Adriatico possiamo valutare di fare la Volta a Catalunya o il Giro dei Paesi Baschi prima di Amstel, Freccia e Liegi. Dopo quest’ultima corsa può fare una pausa e infine riprendere la preparazione del Tour con Giro del Delfinato o Giro di Svizzera. La nostra perplessità sta nel fatto che al Giro d’Italia ci saranno diversi arrivi di tappa sopra i 2000 metri e non vorremmo trovarci nella situazione della Tirreno, dove siamo venuti alla corsa per fare bene e non ci sono condizioni per farlo perché una tappa decisiva viene annullata. Dobbiamo valutare bene perché Vincenzo ha la necessità di fare una buona stagione in vista delle Olimpiadi di Rio, in quanto il percorso si addice molto alle sue caratteristiche e non può perdere un’occasione che capita una volta nella vita“, ha spiegato Paolo Slongo.

LaPresse/Reuters

LaPresse/Reuters

Oggi, venendo in hotel, ho deciso di fare in macchina la parte finale del percorso e posso dire che nel finale di tappa la corsa sarebbe stata sicura: prima dell’ultimo chilometro c’era una temperatura di circa 7 gradi e sulla strada è scesa giù solo un po’ di pioggia. Forse la decisione presa è stata troppo affrettata. Parlando non solo per Vincenzo ma in modo più ampio è giusto garantire la sicurezza per i corridori, ma secondo me non c’erano le condizioni per non correre“, ha concluso il preparatore Astana.