Venerdi 2 Dicembre

MotoGp, che attacco di Rossi a Marquez: “mi ha tradito! Lui mio tifoso? Tutte cagate”

LaPresse/Reuters

Il pilota pesarese si racconta alla Gazzetta dello Sport, sottolineando di non voler più un rapporto con Marquez

 

Una vita vissuta sempre al massimo, inseguendo successi dopo successi e vittorie dopo vittorie, sempre con la solita simpatia e lo stesso sense of humor della prima volta. Valentino Rossi si appresta ad iniziare la ventunesima stagione della sua gloriosa carriera con l’obiettivo di riscattare gli ultimi mesi della scorsa annata e dare l’assalto definitivo al decimo titolo mondiale.

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Gli avversari da battere saranno sempre i soliti, dal campione del mondo Jorge Lorenzo a Marc Marquez, con il quale il pesarese non ha nessuna voglia di riavvicinarsi. “Dopo quello che è successo non ci potrà mai più essere un rapporto personale tra noi due” confida Valentino Rossi alla Gazzetta dello Sport. “Neanche minimo. Ma dovremo essere avversari in pista, per qualche anno spero, e lì tutti e due dovremo portarci rispetto. Quello sarà importante. Non l’ho sopravvalutato, ma mi sono fatto fregare da Marquez. Lui mi ha veramente tradito. È arrivato dicendo che era mio tifoso, ma erano tutte cagate. Io ci avevo quasi creduto, ero pronto ad avere una rivalità matura, dando il 100% in pista, ma poi fuori comportandomi alla stessa maniera.

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Ma da parte sua era tutta una bugia. Ad Assen ho capito che faceva il mio amico solo se mi batteva. Troppo facile così. Quando Senna correva, non tifavo per lui e non mi stava molto simpatico. Io ero per Mansell, e quando poi arrivò in Ferrari, tenevo per Prost. Però quella volta di Suzuka nel ‘90 mi è piaciuto moltissimo come ha fatto Senna. Era stato fregato e l’anno dopo ha fatto quello che doveva fare. Ha avuto le palle”. La regola della penalità, che l’anno scorso ha portato via con sè il titolo mondiale, quest’anno è sparita e Valentino Rossi sottolinea: “io non ho capito bene cosa hanno fatto. Ma si sente spesso dire che a Valentino non fanno niente, che è amico di Ezpeleta, che comanda. Invece si è dimostrato che non è così. Sarebbe stato molto meglio ricevere una penalità in Malesia, ma potermi giocare le mie chances a Valencia.

ezpeleta Invece la Direzione Gara mi ha tolto qualsiasi possibilità di giocarmela”. Infine sul suo futuro rivela: “passeranno 5-6 gare, ma sono abbastanza convinto di continuare un paio di anni e Yamaha anche. Poi basta, anche perché mi vengono i capelli bianchi. Però a 39 anni potrò correrne una decina in auto, fare le gare più affascinanti. La 24 Ore di Le Mans. O la Dakar. Anche se lì ci si alza troppo presto“.