Giovedi 8 Dicembre

La mamma di Pantani non si arrende: “adesso voglio vedere in faccia chi ha distrutto Marco”

Mamma Tonina vuole che venga fatta giustizia per il suo Marco

I nuovi risvolti che vedono sempre più certo il coinvolgimento della Camorra nell’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia 1999 danno sempre più speranza alla famiglia del pirata e a tutti i suoi fan che venga fatta giustizia. In occasione della presentazione del libro “Pantani è tornato” di Davide De Zan, è tornata a parlare mamma Tonina: “dopo quello che è uscito adesso, avrei piacere ad andare fino in fondo e vedere in faccia queste persone. Io così non mi accontento. Ho saputo una cosa che immaginavo. Va bene, adesso ho più certezza“.

tonina pantaniNon ho mai avuto paura di niente. Dove trovo la forza? La forza ce l’ho perché io ho fatto una promessa a Marco. Lui ci ha messo quattro anni e non ci è riuscito. Io gli ho fatto una promessa, che devo riuscire. Sono tanti anni che lotto da sola, perché ho avuto avvocati che badavano solo al lato economico e basta. Poi finalmente ho incontrato De Rensis: ho visto che è un vero professionista, mi ha dato una mano e io vado avanti. Finché l’avvocato dice: ‘Ok, io ci sono’, io vado avanti“, ha aggiunto la madre del “Pirata”.

Foto Marco Rosi/Lapresse

Foto Marco Rosi/Lapresse

Avrò fatto quello che dovevo fare, quando scopro tutto, quando vedo in faccia chi ha distrutto mio figlio. Io nella mia vita, all’inizio, quando Marco ha iniziato a correre e i giornalisti cominciavano a parlarne, ero gelosa. Ho sempre detto: ‘Dite tutto di me, ma non toccate i miei figli’, Purtroppo non è andata così. Su Marco ne sono state dette troppe e tante cattiverie, ma io non mollo e non ho paura di niente“, ha aggiunto Tonina. “I tifosi, quelli veri, ci sono sempre stati, anche con tutte le cose che sono state dette, perché non hanno mai creduto. Il tifoso vero è quello che ha seguito Marco fin da ragazzino e non è stato mai abbandonato da loro. Certo che tanti si saranno allontanati e poi adesso si saranno avvicinati. Io non darei importanza a queste cose qui. Sì, a Forlì sono stati loro a riaprire il caso. Non gliel’ho chiesto io. Penso che abbiano lavorato per trovare cose e credo ci siano riusciti“, ha concluso la mamma di Pantani.