Domenica 4 Dicembre

Juventus, a tutto Morata: “il gol al Bernabeu il più emozionante. Il mio sogno? Vincere la Champions”

LaPresse/Daniele Bottallo

L’attaccante della Juventus risponde con sincerità a ventuno junior member emozionati di fronte ad uno dei loro idoli

“La partita che rigiocherei è la finale di Champions League per provare questa volta a vincerla“, mentre il gol a cui è più affezionato è quello al Bernabeu contro il Real “perchè ho sentito tanta gente felice di tornare in finale di Champions, dopo tanti anni“.

LaPresse/Daniele Badolato

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Sono queste due delle risposte che Alvaro Morata ha dato alle domande dei giovani Junior Member della Juventus, in una esclusiva conferenza stampa a Vinovo. Ventuno bambini emozionati di fronte a uno dei loro idoli e l’attaccante spagnolo si è divertito a rispondere alle loro domande e a dare consigli: “per diventare bravi innanzitutto bisogna divertirsi giocando a calcio“, poi è importante “andare a letto presto prima delle partite, bisogna fare piccoli sacrifici che però sono assolutamente sopportabili quando fai qualcosa che ti piace“. A Emily, piccola tifosa di 9 anni, Morata ha raccontato che “giocando a Madrid da piccolo il mio idolo è sempre stato Raul“, mentre a Matteo ha detto: “non mi dispiacerebbe se qui in Italia qualche squadra giocasse con due difensori invece che tre“, in un campionato in cui c’è la filosofia di “difendere e lottare fino alla fine“.

LaPresse - Alfredo Falcone

LaPresse – Alfredo Falcone

Morata spiega di non aver “mai pensato a cosa farò quando smetterò di giocare a calcio… di sicuro non l’allenatore” e ammette che il suo numero preferito “è il 7: chissà magari con Zaza, mio compagno di camera, ce lo scambieremo l’anno prossimo. Ho scelto il 9 perchè era libero ed è una responsabilità per via dei tanti grandi campioni passati alla Juve con quel numero“. Ai bambini dà un altro consiglio e rivela che “il segreto per andare tutti d’accordo è non pensare ognuno ai fatti propri. Ognuno deve sempre essere disponibile per i compagni di squadra, e dare loro una mano. E’ un bene remare tutti nella stessa direzione. Questo si vede nella Juve ogni volta che qualcuno segna: esultiamo tutti come se il gol fosse nostro. Qui non è solo una squadra di calcio, ma una vera e propria famiglia“, assicura Morata. (ITALPRESS).