Giovedi 8 Dicembre

Guardiola ricorda Cruyff: “contro la Juventus ho pensato a lui. Ecco come ha cambiato il calcio…”

LaPresse/PA

Pep Guardiola ricorda Joahan Cruyff suo maestro ai tempi del Barcellona e ammette: “contro la Juventus ho pensato a cosa avrebbe fatto lui”

Cruyff“Penso molto a quello che farebbe Johann, come e’ successo anche con la Juventus quando avevo il cappio al collo. Il suo punto di vista era sempre speciale, ti spingeva a farti guidare dal tuo istinto. Davanti alle situazioni complicate penso spesso: ‘che farebbe lui?’ e questo mi conforta“. E’ un ricordo commosso quello che Pep Guardiola traccia ai microfoni di RAC1 del suo mentore, Johann Cruyff, scomparso ieri a 68 anni. Fu l’olandese a farlo esordire al Barcellona nel dicembre 1990 ad appena 19 anni. “Con la sua morte perdiamo una figura a cui non potremo piu’ rivolgerci quando ne avremo bisogno, che non avremo vicino nei momenti di dubbio. Dall’altro lato ce lo siamo goduti tutti, ci ha lasciato molto“. Guardiola gli deve molto. “Il suo merito e’ stato, davanti a un gioco cosi’ indecifrabile come il calcio, darci gli strumenti per dominarlo, una cosa impossibile a meno di non chiamarti Messi. Io ero un giocatore di talento ma non capivo nulla di calcio. Lui ci ha aperto un mondo affascinante, un film che abbiamo interiorizzato. Ieri parlavo coi miei figli, che non hanno conosciuto Cruyff, cercando loro di spiegare chi era e l’ho paragonato al professore di una materia che ti piace, un maestro di cui non vedi l’ora che faccia lezione. Era un tipo che ti diceva tutto il contrario di quello che avevi sentito per tutta la vita: ti dicevano che perdevi perche’ non correvi ma un giorno arriva lui e ti spiega che perdi perche’ corri troppo“.

Cruyff 2Guardiola ricorda, fra gli aneddoti, quella partita contro il Valencia. Cruyff, allora allenatore del Barcellona, “ci disse che avrebbe giocato con tre difensori, con Eusebio e Witschge esterni. Pensavamo fosse impazzito e invece vincemmo 3-0 facendo un partitone. “E’ stato un privilegio poter approfittare della sua generosita’ e condividerne le conoscenze – racconta ancora il tecnico del Bayern Monaco – Ci ha fornito una grammatica per capire il calcio. Il Barcellona va oltre Johann ma e’ evidente che e’ stato lui la rivoluzione che ci ha insegnato a come fare le cose. E’ arrivato e ha detto: faremo cosi’. Una cosa difficilissima perche’ bisogna avere una fiducia immensa per convincere gli altri. Non e’ un caso che abbia allevato tanti allenatori perche’ ci ha aiutato a capire questo gioco“. (ITALPRESS)