Mercoledi 7 Dicembre

F1, Todt racconta: “per poco non portai Senna in Ferrari! Vettel-Schumi? Imparagonabili”

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Il presidente della Fia spazia a 360° su alcuni temi interessanti che riguardano la Formula 1: dal paragone Vettel-Schumacher ad un retroscena su Senna

Una carriera trascorsa con la tuta Ferrari addosso per poi spiccare il volo verso la presidenza della Fia. La vita di Jean Todt è paragonabile ad un film con molti colpi di scena, dai trionfi e i record targati Michael Schumacher, fino alla poltrona più importante della Formula 1.
LaPresse/Photo4

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In un’intervista rilasciata alla tedesca Auto Bild Motorsport, Todt ha spaziato su molti temi che caratterizzano in questo momento l’intero circus, partendo dal paragone tra Vettel e Schumacher. “Sebastian è un leader, un corridore fantastico, ma sopratutto è ancora molto giovane. Se rimane motivato può anche vincere nove campionati. Un paragone fra lui e Michael? Non si può fare. Quando ho iniziato alla Ferrari, in una scala da uno a dieci la scuderia stava a tre; quando è arrivato Vettel stava a sette e ha presto fatto altri progressi. Sebastian deve consolidare la squadra e chiudere l’ultimo gap dalla Mercedes. È un compito più facile del nostro anni fa. Al contempo, Vettel e Schumacher hanno in comune la nazionalità tedesca, il grande talento, il fatto di correre per una scuderia italiana e la capacità di trascinare tutto il team con la loro fame di vincere“.

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Sul momento difficile che Schumacher sta attraversando, Todt sottolinea: “la nostra relazione naturalmente è cambiata, ma continua a esistere. Sono ancora suo amico. La mia relazione con Corinna e la sua famiglia è diventata molto più intensa. Sento la responsabilità di essere vicino a loro. Il figlio Mick? È fantastico, un ragazzo eccezionale con un talento fuori discussione. Adesso dipenderà se starà nelle scuderie giuste e da come gestirà la pressione“. Nella sua carriera in rosso, Todt ha vissuto tante situazioni particolari, una di queste riguarda il possibile ingaggio di Ayrton Senna: “lui voleva la Ferrari e la Ferrari lo voleva. Era il migliore. Ci siamo incontrati prima del GP a Monza nel 1993 nell’albergo Villa d’Este sul Lago di Como. Eravamo in camera mia, dalle dieci a mezzanotte, ero affascinato dal suono della sua voce perché parlava molto piano e preciso.

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Diceva che voleva correre con noi già nel 1994, ma noi avevamo sotto contratto Berger e Alesi e lui replicò che in F.1 i contratti non valgono alcunché. Per me non era così. Dopo lo chiamai per fargli una proposta per 1995, ma lui aveva già deciso per la Williams“. Infine Todt si lascia andare ad una battuta sulla possibilità che Audi entri in Formula 1: “sarebbe fantastico per lo sport: hanno una tecnologia avanzata e sono sicuro che potrebbero essere veloci dall’inizio. L’Audi fa parte di un gruppo più grande che ha altri problemi per il momento, ma sono sicuro che se facciamo la F.1 di nuovo più attraente, da buoni uomini d’affare non potranno più ignorarla“.