Sabato 10 Dicembre

F1: gli episodi del Gp d’Australia che riportano in tanti con i piedi per terra

Sembrerebbe facile fare il pilota, fino a quando…

…che poi a forza di vederli belli giovani e ricchi, attorniati da modelle e macchine da favola, sempre in giro per il mondo, a festeggiare a champagne, viene voglia di essere come loro.

lewis hamilton4Anche perché, possiamo dirlo, nel corso degli anni i piloti di Formula 1 hanno assunto sempre più il carattere di rockstar e sempre meno corso i rischi dovuti al loro lavoro. Per cui, guardando da casa e non avendo mai provato una Formula 1, nasce la voglia di emulazione, che cresce man mano che i Gran Premi scorrono via, monotoni e sicuri che manco in autostrada. E nello spettatore cresce la convinzione che “Il pilota potrei farlo anch’io. Guidare so guidare. E anche bene. Me lo dicono tutti. La velocità non mi spaventa. Viaggiare mi piace da sempre. Amo lo champagne. Non disdegno le belle donne. Sarei il pilota perfetto.” Poi succede qualcosa, come ieri. A ricordarci che la F1 è sport motoristico fatto da Non Comuni Mortali.

LaPresse/Reuters

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In F1 i tempi di reazione e le stesse reazioni sono da NCM. Basta pensare al “volo” di Alonso, colpevole, forse, di non essere riuscito a toccare i freni in tempo dopo un cambiamento di traiettoria del pilota che lo precedeva. Alonso si è fatto un volo terra-aria con atterraggio in verticale sulle barriere. La sua macchina era letteralmente accartocciata sul muretto. Fernando è uscito da quel “catorcio” e ha iniziato a camminare, come se stesse andando a bere un caffè al bar davanti a casa sua. Come se nulla fosse stato.

kimi raikkonen1E Kimi, dal canto suo, col fuoco e le fiamme sulla testa, non ha perso la calma, ha aspettato che fosse il momento giusto, ed è sceso con relativa calma dalla sua vettura rosso-fiammeggiante. Anche Kimi, nell’occasione, ha dimostrato un bel “pelo” di fronte al fuoco. Ma del resto lui è IceMan!