Sabato 10 Dicembre

Ciclismo, la Tirreno-Adriatico perde la sua tappa regina: panico per gli scalatori

LaPresse/Fabio Ferrari

Annullata per neve la tappa Foligno-Monte San Vicino, conseguenze negative soprattutto per gli scalatori

Chiuso per neve! E’ questo il cartello che campeggia ipoteticamente sulla Tirreno-Adriatico che perde, a causa delle avverse condizioni meteo, la tappa regina: la Foligno-Monte San Vicino.

Foligno-Monte San Vicino tappa tirreno adriatico Non si corre, dunque, la frazione più importante della corsa dei due mari che avrebbe potuto incoronare, con due tappe d’anticipo, il proprio re. Nibali, Valverde, Van Garderen, e Pinot non potranno dunque affrontare i cinque gran premi della montagna, 3500 metri di dislivello in mezzo all’Appennino umbro-marchigiano, compreso l’inedito arrivo a Monte San Vicino. Restando solo tappe pianeggianti, cambiano radicalmente gli scenari di vittoria visto che gli scalatori non potranno più fare affidamento sulla tappa che avrebbe creato quello strappo decisivo per il successo. Restano, infatti, solo frazioni pianeggianti in calendario che permetteranno ai velocisti di poter mettere i bastoni tra le ruote a Nibali e compagni.

nibali1 A decidere di annullare la tappa non sono stati i ciclisti, come accade di solito, bensì Mauro Vegni, direttore area ciclismo di Rcs Sport, il quale non ha ritenuto opportuno mettere a repentaglio la salute dei ciclisti: “ci siamo riuniti e, valutata attentamente la situazione, abbiamo ritenuto che non ci fossero le condizioni ideali per disputare la quinta tappa. La decisione di annullare la tappa è stata presa all’unanimità. Non era assolutamente il caso di mettere a repentaglio la salute dei corridori e la sicurezza di tutta la carovana. All’arrivo, a quota 1200, c’erano già 20-30 centimetri di neve, ma se la situazione fosse migliorata avremmo potuto ancora intervenire. Invece non sarà così. Oltre alla neve ci sarà freddo, perché rischiare? Devo dire — prosegue Vegni — che sono stato io a sottoporre alle parti in causa l’eventualità di annullare la tappa, quando in genere avviene il contrario. E io, più ancora dei corridori, sono il primo interessato a far sì che una gara si disputi, per mille motivi, a maggior ragione se si tratta di una tappa come questa. E sono il primo a volere che il vincitore esca da un confronto vero, non condizionato da episodi come questo. Ma non si poteva fare diversamente”.