Lunedi 5 Dicembre

Caso Meldonium: la Rifle crea un paio di jeans per Maria Sharapova

LaPresse/Reuters

La Rifle dimostra il suo appoggio per la tennista Maria Sharapova creandole un paio di jeans esclusivi

Le dichiarazioni della tennista russa Maria Sharapova hanno mandato nel caos il mondo dello sport, del tennis in particolar modo, e non solo. C’è chi si è subito scagliata contro la bella campionessa, accusandola di essere “una dopata”, chi invece crede nella sua buona fede. Tra questi c’è la storica marca di jeans Rifle, che, contrariamente da quanto fatto da alcuni brand, sponsor della Sharapova, ha deciso di dimostrarle il suo appoggio. Come? Creando un paio di jeans per la tennista russa.

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Si tratta di un paio di pantaloni dedicati completamente a Maria Sharapova, e che non saranno messi in vendita: il brand ha infatti semplicemente mandato i jeans in questione in omaggio alla campionessa russa. Un gesto, questo, che ha particolarmente colpito Luca Caprai, fondatore del brand Cruciani:”viva la Rifle che al contrario degli sponsor ufficiali invia un regalo e dimostra di non salire sul carro dei vincitori, antico sport globale, ma di mandare un segnale positivo a chi ora sta soffrendo e viene ingiustamente attaccata e viva la Sharapova, bella, brava e coraggiosa, che ha affrontato il problema con determinazione e senza nascondersi” , ha dichiarato l’imprenditore. “Numeri uno al mondo non si diventa con quattro pillole, altrimenti io sarei numero uno in una decina di discipline sportive“, ha aggiunto il fondatore dei famosissimi bracciali macramè.

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Il gesto dei Fratini (proprietari del brand Rifle, ndr) mi fa pensare a una vecchia pubblicità che immortalava un branco di pecore tutte verso una direzione e una nera, che andava nel senso opposto. La Sharapova avrà una pena minima e poi tornerà più forte e bella di prima. E chissà, magari indosserà uno dei pantaloni prodotti a mano dalla Rifle per lei, che sicuramente evidenzieranno ancora di più i suoi lati a, b e soprattutto c, di cui in questo momento ha un gran bisogno“, continua scherzosamente Caprai. “In ultimo se quel farmaco fa diventare così belle, che lo tolgano subito dai prodotti proibiti e lo distribuiscano a tutte le donne, tenniste o no“, ha concluso l’imprenditore.